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Camion a fuoco alla frontiera del Venezuela. Il video che chiarisce tutto

In guerra il primo morto è la verità. E i media occidentali pro-golpe in Venezuela hanno concordato di ucciderla, tutti insieme, per facilitare il compito ai vampiri di Washington (che magari criticano per l’eccessiva rozzezza verbale del presidente col ciuffo…).

Da giorni ci stanno tempestando di immagini sulla frontiera con la Colombia, tra un concerto messo su dalle multinazionali (Virgin, del miliardario statunitense Branson), una piccola fila di camion che conterrebbe “aiuti umanitari”.

Poi ad un certo punto alcuni di questi camion vanno a fuoco – in territorio colombiano (a sua volta presidiato da forze militari di quel paese e da “consiglieri” Usa) – ci fanno vedere le immagini, la voce fuori campo fa capire che “probabilmente” sarebbe opera dei “miliziani di Maduro” e altre stronzate tipiche della propaganda di guerra.

Nessuno dei media ufficiali, che pure non difettano certo di mezzi, manda in onda questo filmato, girato dal lato dei camion in fila, e che mostra chiaramente come – dal gruppo di contras che tirano di tutto contro i soldati venezuelani alla fine del ponte, ad un certo punto parte anche una molotov.

Lanciata da uno “scarso di addestramento”, la bottiglia incendiaria raggiunge uno dei camion invece che i soldati chavisti.

E parte l’incendio.

Qui la testimonianza di Alfonso Messina ha condiviso il post di LatinoAmerica.

Ecco il lancio avvenuto dal confine colombiano delle bombe incendiarie da parte degli elementi della destra colombiana e venezuelana che causa l’incendio dei camion con i presunti viveri. Sarebbe bello che chi ha affermato il contrario usasse buoni argomenti per affrontare la questione. E tentare di opporre nuovi fatti. Dare semplicemente la versione ufficiale accreditata dalla propaganda occidentale crea in tutte le persone che si interessano dell’argomento una reazione che spinge a delegittimare il ruolo del giornalista. Io che voglio fare questo mestiere per campare vorrei che ci si impegnasse tutti a difendere l’esistenza e l’agibilità del nostro lavoro”

E naturalmente il video:

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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