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Libia. A Tripoli si contano i morti, gli americani si ritirano

Gli ospedali di Tripoli e dintorni hanno dovuto aggiornare il bilancio delle vittime del conflitto in corso tra le forze del generale Khalifa Haftar e l’esercito del governo di accordo nazionale di Tripoli. Negli ultimi giorni i morti sono stati 47 e i feriti 181. Lo ha riferito l’Organizzazione mondiale per la sanità, organo dedicato delle Nazioni Unite, scrive l’agenzia Reuters ripreso da Askanews.

Il bilancio è più alto di quello fino ad ora comunicato e si tratterebbe principalmente di combattenti. Ma tra le vittime ci sono anche civili. Entrambe le fazioni si sono scambiate anche attacchi aerei, con uno bombardamento che ha colpito l’aeroporto Mitiga di Tripoli

The Guardian riferisce che le organizzazioni internazionali hanno continuato a evacuare il personale non essenziale, seguendo l’esempio degli Stati Uniti che hanno ritirato anche alcuni militari presenti da tempo sul territorio libico.

“Le condizioni di sicurezza sul terreno in Libia stanno diventando sempre più complesse e imprevedibili”, ha detto il Gen. Marine Waldorf, capo di Africom (il Comando Africa degli Stati Uniti). Non ha fornito però dettagli sul numero di soldati statunitensi che sono stati ritirati o su quanti ne rimangono all’interno del paese.
I filmati che circolano online mostrano due mezzi di trasporto della Marina degli Stati Uniti che manovravano su una spiaggia a Janzour, a est di Tripoli, mentre le forze americane venivano traghettate dalla riva.


L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha dichiarato che circa 2.800 persone sono state sfollate a causa di combattimenti in una serie di sobborghi periferici, e manifesta seri timori per circa 1.300 migranti detenuti in due campi affollati ad Ain Zara e Qasr Ben Gashir.
Un detenuto nel centro di detenzione di Qasr bin Ghashir ha detto ad Al Jazeera di essere rimasti senza cibo e acqua dopo lo scoppio di scontri nelle vicinanze. “Anche l’elettricità e l’acqua si sono fermate”
Il continuo avanzamento delle forze dell’esercito nazionale libico di Haftar, che gode del sostegno dell’Egitto, della Francia, dell’Arabia Saudita e della Russia, si è intensificato quando le Nazioni Unite hanno chiesto una tregua per permettere ai feriti e alle famiglie di fuggire, con molti civili rimasti intrappolati vicino alla linea del fronte .

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