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Boeing ucraino precipitato a Teheran: Kiev ora non esclude l’attentato

Già nella giornata di mercoledì, poche ore dopo l’incidente, dal sito dell’ambasciata ucraina a Teheran è improvvisamente scomparsa la prima versione sul disastro del Boeing 737 delle MAU (Linee internazionali ucraine), in volo da Teheran a Kiev, costato la vita a 176 persone, vale a dire la versione che escludeva l’ipotesi dell’attentato. Come facile immaginare, scrive qualche voce maligna, Washington deve aver “chiesto” a Kiev di cancellare l’informazione precedente e includere tra le possibili varianti anche quella dell’atto terroristico.

Questo, nonostante gli stessi esperti canadesi (molte delle vittime erano canadesi) giunti sul luogo della sciagura, abbiano parlato del surriscaldamento di un motore, che avrebbe poi preso fuoco, prima ancora della caduta del velivolo.

Secondo i funzionari dell’aviazione civile iraniana, addirittura, dopo l’incendio del motore, i piloti avrebbero tentato, senza riuscirci, di invertire la rotta e tentare di atterrare all’aeroporto di Teheran, senza con ciò mettersi in contatto con la torre di controllo. L’ultimo dato riferito dagli stessi funzionari, indica che il Boeing sarebbe stato avvolto quasi completamente dalle fiamme prima ancora di toccare terra e, successivamente, si sarebbe verificata una esplosione.

La tragedia, verificatasi mercoledì alle 6 ora locale, ha causato la morte di 9 membri dell’equipaggio (tutti ucraini) e 167 passeggeri: 82 iraniani, 63 canadesi, 10 svedesi, 4 afghani, 3 tedeschi, 3 inglesi e 2 ucraini.

Ora, dopo che le autorità di Kiev hanno incluso tra le possibili cause l’ipotesi dell’attentato, anche i media ucraini sembrano orientandosi in tal senso, basandosi su fonti dell’intelligence, secondo cui si tratterebbe di un piano preordinato, teso a sgombrare lo spazio aereo iraniano. In second’ordine, la catastrofe sarebbe stata architettata appositamente per distogliere l’attenzione dall’attacco missilistico alle basi militari USA e acuire la tensione tra Washington e Teheran.

Secondo la Reuters, l’intelligence occidentale giudica quale causa verosimile un problema tecnico ai mortori, nonostante la MAU continui a parlare del velivolo caduto come “uno dei migliori” in dotazione, e giudicando “minima” la possibilità di errori da parte dei piloti.

A Teheran sono circolate anche voci secondo cui nella tragedia del Boeing ucraino potrebbe essere coinvolto un drone USA, che avrebbe colpito “per errore” il velivolo civile. Ma la versione più accreditata rimane comunque per ora quella dell’incidente.

Non potevano mancare i servizi di sicurezza ucraini (SNBO), che ora parlano di quattro possibili varianti: collisione (?) con un drone (di chi?), esplosione a bordo causata da un attentato, problema ai motori e, l’immancabile ciliegina, un razzo russo “Buk”, del tipo di quello, chiosa l’ucraina NV.UA, che colpì il Boeing malese MH17 nel 2014. Il Segretario del SNBO, Aleksej Danilov, dice addirittura che “si stanno cercando frammenti del razzo”.

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