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Coronavirus. Emergenza globale, la Cina mette in campo tutti i mezzi contro l’epidemia

Ultime notizie: Diverse province e municipalità della Cina oggi hanno reso noto che altri pazienti infettati dal nuovo coronavirus (2019-nCoV) sono guariti e hanno lasciato gli ospedali in cui erano ricoverati. Nella provincia orientale cinese dello Jiangxi 4 pazienti sono guariti e sono stati dimessi, dopo altre tre guarigioni riportate in precedenza.

Zhang Wei, un esperto del quartier generale provinciale di emergenza sulla prevenzione e il controllo dell’epidemia dello Jiangxi, ha dichiarato che sulla base delle analisi dei pazienti curati, la rilevazione tempestiva e il trattamento rapido sono stati fattori chiave nella loro guarigione.

La provincia sudoccidentale cinese del Sichuan oggi ha riportato il primo caso di paziente guarito dalla polmonite da nuovo coronavirus. L’amministrazione provinciale per la medicina tradizionale cinese del Sichuan ha dichiarato che un paziente, Yang, 34 anni, l’11 gennaio è stato posto in isolamento per il trattamento in un ospedale della città di Chengdu. Dieci giorni dopo gli è stato diagnosticato il nuovo coronavirus. Durante l’isolamento ha ricevuto sia cure di medicina tradizionale cinese che di medicina occidentale.

Una paziente di 57 anni oggi è stata dimessa da un ospedale nella provincia centrale di Hunan, nei pressi di quella di Hubei, epicentro dell’epidemia. A Pechino un medico che è stato infettato dal nuovo coronavirus dopo essersi recato a Wuhan è guarito e oggi ha lasciato l’ospedale. Si tratta del quinto caso di un paziente guarito e dimesso da un ospedale della capitale.

Fonte: Ansa

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L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia del nuovo Coronavirus cinese un’emergenza sanitaria pubblica di rilievo internazionale. Lo ha reso noto da Ginevra il direttore generale dell’organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus. A Ginevra si era riunito un panel di esperti per decidere sull’innalzamento dell’allarme che prima era limitato soltanto alla Cina.

Intanto è salito a 213 il numero delle vittime da Coronavirus in Cina. Le autorità sanitarie del Paese hanno comunicato che il numero dei casi, in totale, è arrivato a 9.692, con un aumento di 1982 casi rispetto al giorno precedente. Una cifra che sta supera il numero di casi registrato per l’epidemia di Sars nel 2003.

Anche se, occorre dire, che i dati ufficiali dichiarati nell’ultimo report dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (30 gennaio) sono diversi. Si parla infatti di 7818 casi confermati di cui 7736 in Cina; di 12.167 casi sospetti. I casi confermati al di fuori della Cina sono 82 in 18 paesi. Il livello di allarme è stato dichiarato sia a livello regionale (Asia) che a livello globale.

La rivista scientifica The Lancet scrive che il numero crescente di casi e l’ampliamento della diffusione geografica della malattia destano serie preoccupazioni sulla futura traiettoria dell’epidemia, in particolare con l’avvicinarsi del capodanno lunare cinese. In circostanze normali, quest’anno sarebbero previsti circa 3 miliardi di viaggi in occasione del Festival di Primavera, con 15 milioni di viaggi in corso a Wuhan (epicentro dell’epidemia, ndr) . Il virus potrebbe diffondersi ulteriormente in altri luoghi durante questo periodo del festival e causare epidemie, specialmente se ha acquisito la capacità di trasmettere in modo efficiente da persona a persona.
Di conseguenza, l’epidemia del 2019-nCoV ha portato all’attuazione di misure straordinarie di sanità pubblica per ridurre l’ulteriore diffusione del virus in Cina e altrove.

 

In Cina

L’agenzia cinese Xinua riferisce che il presidente Xi Jinping ha ordinato ai militari cinesi di tenere ben presente la propria missione e di assumersi la responsabilità di dare il proprio contributo per vincere la battaglia contro la nuova epidemia di coronavirus.

In un editoriale, il quotidiano cinese Global Times scrive che: “Un improvviso cambiamento è avvenuto nella vita del popolo cinese negli ultimi 10 giorni. Le festività del Festival di primavera sono state disturbate e la provincia di Hubei nella Cina centrale è quasi interamente chiusa. Molte persone hanno ridotto la frequenza di uscita, i trasporti nazionali sono diminuiti, l’attività economica si è ridotta e il turismo si è quasi fermato. Ciò non è accaduto nemmeno durante lo scoppio della SARS nel 2003”.

Il quotidiano sottolinea l’emergenza e le priorità con cui la Cina deve misurarsi: “la lotta contro la nuova polmonite correlata al coronavirus ha raggiunto uno stadio critico. Al momento, la cosa più importante è fermare l’ulteriore diffusione del virus e raggiungere un punto in cui il numero di nuovi casi e di decessi diminuiscono”.

In un altro passaggio il Global Times non lesina critiche e autocritiche sulla gestione della prima fase dell’epidemia ma invita anche al massimo impegno per superare l’emergenza: “Abbiamo pagato per la nostra negligenza locale e nazionale dell’epidemia iniziale… Nell’era di Internet, tutto sembra diverso e complicato. Potremmo essere stati lenti nel rispondere al romanzo coronavirus all’inizio, ma presto è stata istituita una linea di difesa nazionale. Ciò testimonia la nostra capacità di salvaguardare i nostri interessi. Ma al momento, la cosa più importante non è calcolare le responsabilità. La lotta continua e il campo di battaglia si espande. La situazione potrebbe diventare più grave. Dovremmo trattare seriamente ogni combattimento e vincere ogni battaglia, e questo determinerà la situazione generale della lotta contro la nuova epidemia di coronavirus. Questo è legato agli interessi vitali di tutti. In questo momento, dobbiamo formare una forte linea di battaglia nazionale. Se prendiamo misure efficaci e precise, la situazione assisterà a una svolta dopo un breve periodo di misure ad alta intensità”.

Sarà bene, su questo argomento, tenersi alla larga dalle strumentalizzazioni e dalle manipolazioni dei mass media che stanno usando l’epidemia del coronavirus come clava politica anticinese.

Le ripercussioni economiche

Sul piano economico tutte le Borse (ed in particolare quelle asiatiche)  segnalano cadute significative, ma le ripercussioni appaiono assai più ampie. Il calo cinese potrebbe avere ripercussioni mondiali: se i picchi del contagio arrivano tra febbraio e marzo – ipotizza un report della banca d’affari Morgan Stanley diffuso dall’agenzia Reuters – la crescita globale potrebbe calare tra 0,15 e 0,3 punti nel primo trimestre dell’anno ma se l’emergenza passa come si prevede e spera, si dovrebbero smaltire gli effetti negativi nel corso dell’anno.

Il settore manifatturiero cinese è bloccato. La crisi del coronavirus è scoppiata durante le feste per il Capodanno cinese quindi gli stabilimenti erano chiusi ma causa influenza non hanno riaperto. Quindi adesso sono ferme sia le fabbriche automobilistiche – Toyota ha fermato la produzione in Cina fino al 9 febbraio – sia quelle dell’hi tech dove si producono i componenti degli smartphone diffusi in tutto il mondo. “Forse non sarà solo il Pil della Cina a risentire della paralisi ma anche i conti di grandi aziende” scrive il Sole 24 Ore. “L’americana Tesla prevede già che un ritardo dell’uscita delle auto Model 3 prodotte a Shanghai potrebbe pregiudicare i profitti del primo trimestre del 2020. Apple ha chiuso tutti i negozi in Cina, ha limitato i viaggi, si sta preparando a eventuali interruzioni della produzione e ha già annunciato ricadute per l’incertezza dovuta all’epidemia”.

In Italia

Il Consiglio dei ministri ha decretato lo stato di emergenza per il rischio sanitario da coronavisus. Il Cdm è terminato, la riunione a Palazzo Chigi è durata circa un’ora.“C’erano due casi sospetti, abbiamo avuto l’aggiornamento: questi due casi sono confermati. Anche in Italia abbiamo i primi due casi, due turisti cinesi da qualche giorno nel nostro paese”, lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Conte. Il ministro Roberto Speranza ha definito “fuori luogo” ogni “allarmismo”. Tesi sostenuta anche da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani dove sono ricoverati i due cinesi: “I due pazienti sono stati immediatamente ricoverati, posti in isolamento, sono in buone condizioni. La tempestività dell’intervento ci fa pensare che non ci siano persone esposte perché come sapete di norma l’infezione si trasmette dopo la comparsa dei sintomi”. L’Italia intanto ha deciso di chiudere il traffico aereo da e per la Cina.

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3 Commenti


  • simon

    ‘mazza oh, manco un trozkista ahahahahah


    • Redazione Contropiano

      ?????


  • sandro

    scusate, ma la validità o meno del modello socioeconomico cinese dipende dall’andamento di questo virus ? Cosi’ sembra, sia da come tenete sia tale modello socioeconomico, sia da come è importante per voi relativizzare i pericoli e validare le politiche sanitarie cine si

    e se il virus fosse terribile allora il modello socio economico cinese allora sarebbe fallimentare ? mi sa che state partendo per la tangente..

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