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Libia. La stabilità è ancora lontana. Incombe la guerra civile del vicino Ciad

Miliziani provenienti dal confinante Ciad sono penetrati in Libia nel turbolento Fezzan. A riferirlo è l’agenzia Novanews. Secondo la commissione parlamentare Affari esteri della Camera dei rappresentanti della Libia questi gruppi armati avrebbero “approfittando dell’attuale situazione per compiere azioni criminali lungo la zona di confine meridionale del Paese“.

Già nei giorni scorsi si era diffusa la notizia del ritorno di gruppi armati e delle forze dell’opposizione ciadiana in patria provenienti dalla Libia, dove hanno operato al fianco delle forze del generale Khalifa Haftar, secondo quanto denunciato dal governo ciadiano.

Nell’ultima settimana le forze armate del Ciad hanno effettuato attacchi aerei contro una colonna di ribelli nella città di Zouarké, nella regione settentrionale di Tibesti. Fonti militari citate dall’emittente Rfi riferiscono che due MiG-21 dell’aviazione di N’Djamena hanno colpito la città di Zouarké per fermare l’avanzata dei ribelli mentre parallelamente l’esercito inviava rinforzi a Tibesti.

Zouarké, così come la città di Wour, sono state abbandonate dai militari e dai doganieri che hanno ceduto le loro posizioni ai ribelli. Gli scontri tra l’esercito e i ribelli si sono intensificati nella giornata di domenica, in concomitanza con le elezioni presidenziali in Ciad.

Secondo fonti di “Rfi”, la coalizione militare ribelle composta da quattro gruppi armati ha inviato circa 100 veicoli a Faya Largeau con circa 500 uomini provenienti dalla zona di confine con la Libia. Il loro obiettivo, come dichiarato dal segretario generale della coalizione militare ribelle Mohamed Ali, è quello di rovesciare il presidente Idriss Deby, in corsa per un sesto mandato alla guida del Paese. Dal 2018 i gruppi ribelli che cercano invano di rovesciare il governo ciadiano conducono incursioni e attacchi a Tibesti dalla Libia, dove sono stati in grado di acquisire una notevole quantità di attrezzature, veicoli e armi.

L’area settentrionale del Ciad, ricca di miniere aurifere, è da anni vittima di infiltrazioni da parte di un consistente gruppo di ribelli fedeli all’Unione delle forze della resistenza (Ufr), alleanza costituita nel 2009 a Hadjer Marfain, nella regione sudanese del Darfur, e che comprende nove gruppi ribelli ciadiani. Dopo essere stati cacciati dal Sudan nel 2013, i miliziani si sono trasferiti nel sud della Libia, dove avrebbero prestato servizio come mercenari e da dove partono le loro incursioni nel nord del Ciad con l’obiettivo di rovesciare il presidente Deby, sostenuto dalla Francia.

Intanto in Libia fa fatica il rispetto dell’embargo sulle armi. Nei giorni scorsi è stato segnalato l’arrivo nel Paese di tre aerei cargo dell’Aeronautica militare turca, mentre poche ore prima due velivoli militari inviati dall’Egitto erano atterrati a Sebha, capoluogo della regione libica meridionale del Fezzan.

Dei tre aerei turchi però uno solo degli aerei turchi, segnalati sul sito Flightradar, è atterrato all’aeroporto civile Mitiga a Tripoli, mentre gli altri due hanno avuto come destinazione la base militare di Al Watiyah, a ovest della capitale libica.

 

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