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Una criptovaluta bolivariana per aggirare il blocco imperiale

Il Venezuela ha lanciato la sua criptovaluta nel febbraio 2018, per cercare di eludere le sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

La Russia ha assistito il governo venezuelano nello sviluppo della nuova valuta. Inoltre, in alternativa al petrolio, nel Paese latinoamericano si sta facendo un uso massiccio di criptovalute.

D’altra parte, però, la moneta nazionale petro può essere acquistata da chiunque, sia esso una persona fisica o giuridica.

Le opinioni su questa valuta sono le più disparate, alcuni sostengono che sia una valuta legata ad interessi del tutto politici, dal momento che il Venezuela ha deciso di mettere sul mercato questa valuta crittografica per fermare la perdita di valore della moneta nazionale, cioè del bolivar.

Poiché non esiste una criptovaluta con le stesse caratteristiche sul mercato, non possiamo prevedere come evolverà la sua situazione. Le criptovalute in genere non hanno riserve internazionali e non vengono immesse nel mercato allo stesso modo, mentre questa viene emessa e creata da un governo, quello di Caracas, quindi dall’ente centrale.

Tuttavia, dal punto di vista della gestione del rischio, il sistema resta da verificare. Attraverso un processo noto come “Novità”, il meccanismo di compensazione dei pagamenti diventa la controparte delle parti coinvolte.

Il petro nasce in uno scenario dalla forte connotazione antimperialista, in risposta alla necessità di delineare un nuovo contesto di alleanze totalmente estranee al dominio degli Stati Uniti. Gli accordi ALBA, di cui abbiamo scritto in precedenza, si inseriscono in questo contesto di lotta e resistenza.

Immediata la risposta dell’allora Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Jorge Arreaza. Quest’ultimo ha ribadito l’importanza dell’accordo, sottolineando il carattere antimperialista dell’iniziativa.

A tal proposito, il presidente Maduro si è così espresso: “Sarà una rivoluzione nella criptoeconomia mondiale come nuovo mezzo di scambio di strumenti finanziari e monetari” (Bello M. 2018).

La cripto valuta petro riuscirà a salvare l’economia del paese? La differenza con altre criptovalute è che il Petro venezuelano è legato alle riserve di oro, petrolio, gas e diamanti che si trovano in Venezuela.

Per questo motivo il suo valore è stabilito in relazione al prezzo del petrolio al barile, secondo una media dei dati forniti dal Ministero del Petrolio venezuelano.

In questo modo si evitano speculazioni finanziarie sul prezzo della valuta virtuale, che acquisirà di conseguenza un valore molto stabile. La criptovaluta creata dal governo venezuelano, in effetti, ha trovato una calda accoglienza da parte del governo russo, che ha suggerito la possibilità di creare una propria criptovaluta, la criptovaluta del rublo.

Pensiamo in questo modo che la Russia possa essere in grado di effettuare pagamenti con i suoi partner commerciali internazionali, totalmente indipendenti da sanzioni.

Al di là della critica puramente politica, infatti, è necessario distinguere tra le criptò valute create dagli Stati – come il Petro – e le altre criptovalute, perché, sebbene possano costituire ancora uno strumento di successo per gli obiettivi fissati dal governo venezuelano, come quello di poter realizzare le transazioni internazionali eludendo il blocco economico imposto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, potrebbero non avere lo stesso andamento di valorizzazione delle normali criptovalute.

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