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Ecuador. Esplode la protesta popolare sui prezzi e il Codice del Lavoro

Organizzazioni sociali e indigene, sindacati dei lavoratori hanno dato vita martedì ad una nuova giornata nazionale di proteste contro le politiche economiche del presidente Guillermo Lasso.

Le manifestazioni sono state indette dal Fronte Unitario dei Lavoratori (FUT), dal Fronte Popolare (FP) e dalla Confederazione delle Nazionalità Indigene (Conaie). Hanno aderito tra le altre organizzazioni la Federazione degli studenti universitari dell’Ecuador e la Confederazione nazionale delle organizzazioni contadine, nere e indigene.

Secondo le organizzazioni che hanno convocato la mobilitazione, la giornata nazionale di protesta richiede politiche economiche e sociali giuste sia per i lavoratori che per i settori a basso reddito.

Tra le rivendicazioni ci sono il congelamento del prezzo del carburante e il sostegno al progetto del Codice del lavoro recentemente presentato alla Legislatura dalla FUT e il rigetto della proposta di Legge per la creazione di opportunità.

Di fronte alla bocciatura dell’aumento del costo del carburante, venerdì scorso Lasso ha congelato i nuovi prezzi e sospeso gli aumenti mensili, ma non ha potuto ridurre il malcontento popolare.

Le proteste del 26 ottobre sono state le più grandi da quando Guillermo Lasso ha assunto il potere a maggio e si svolgeranno nell’ambito dello stato di eccezione di 60 giorni decretato una settimana fa per “supportare gli agenti di polizia nella lotta alla criminalità”.

Le organizzazioni dei movimento indigeni e sociali del paese, dalla mezzanotte di questo martedì, hanno iniziato la giornata di mobilitazione e la chiusura delle strade in diverse province: Pastaza (Troncal Amazónica), Azuay (Panamericana Cuenca-Loja), Pichincha (Tabacundo). Ma mobilitazioni con blocchi stradali ci sono state anche in Amazzonia nei settori di Sucumbios, Taracoa, Cantone Cuyabeno e Yamanunka, Cantone Shushufindi – Pastaza, via Puyo-Macas, Morona Santiago, Macas.

Foto e fonte Resumen Latinoamericano.org

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1 Commento


  • alfredo fabbri

    il popolo Equadoregno sta lottando nelle città CONTRO lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo secolari.L’Equador come tutti i Pesi dell’America Latina potranno essere il RISVEGLIO X mettere le Basi di stati con Costituzioni Comuniste, che faranno dimenticare la miseria-la sopraffazione-le guerre- le INIQUITA’ che, dalla notte dei tempi DOMINANO le vite degli esseri umani dall’animo BUONO dai Bimbi agli adulti. Società Comuniste dove l’Affetto, l’Amore e l’Harmonie non saranno più Odiati ed Offesi, dalle anime nere -infernali- piccole e grandi che hanno devastato e devastano la VITA nel pianeta TERRA.

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