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Guerra in Ucraina/20. Più missili che scontri diretti. Scambio di prigionieri. La Nato fornirà altre armi all’Ucraina. Sulle sanzioni Ue divisa

Il fronte militare

Secondo il consueto bollettino dei servizi di intelligence britannici l’esercito ucraino sarebbe riuscito a riprendere il controllo di città e posizioni di difesa a est della capitale Kiev. Si legge sul bollettino pubblicato su Twitter dal Ministero della Difesa inglese che “Le Forze ucraine probabilmente tenteranno ancora di spingere indietro le forze russe lungo l’asse nord-occidentale da Kiev fino all’aeroporto di Hostomel”. Nel sud, invece, i soldati russi “stanno ancora cercando di aggirare Mykolaiv con l’obiettivo di puntare ad ovest verso Odessa, ma i loro progressi vengono rallentati da motivi logistici e dalla resistenza ucraina”.

Un aereo militare ucraino con 14 persone a bordo si è schiantato ieri a sud di Kiev, ha fatto sapere il servizio di emergenza ucraino. Il servizio ha detto che stava ancora “determinando quante persone sono morte”. L’incidente è avvenuto a circa 20 chilometri a sud di Kiev, tra le notizie di diverse località intorno alla città che sarebbero state attaccate dalle forze armate russe.

Due missili hanno colpito la notte scorsa una struttura militare ucraina a Dnepropetrovsk nella periferia di Dnipro, la terza città dell’Ucraina, nella parte centro-orientale del Paese. Lo riporta l’agenzia ucraina Ukrinform. Secondo cui l’attacco ha provocato “gravi danni” e i soccorritori sono al lavoro per capire se ci sono persone tra le macerie. “Una notte allarmante. Due attacchi missilistici contro un’unità militare alla periferia del Dnepr. Danni gravi”, si legge nel messaggio.

Il ministero russo della Difesa ha comunicato che alcuni missili Kalibr hanno colpito e distrutto il maggiore deposito di carburante rimasto a disposizione dei militari ucraini, vicino Kiev. Lo riferisce l’agenzia russa Interfax.

Diciotto persone sono morte in un attacco aereo su una base militare vicino alla città portuale di Odessa, in Ucraina, sul Mar Nero. “Diciotto sono morti – otto uomini e 10 donne. Al momento, stiamo ancora scavando tra le macerie”, ha affermato l’amministrazione regionale di Odessa in una nota.

A Mariupol le forze armate russe affermano di aver superato le difese ucraine per prendere il municipio di Mariupol e issare sul palazzo la bandiera della Russia, ma al momento la notizia non può essere confermata. In realtà sembra che sia stata la bandiera della brigata cecena ad essere stata issata sul palazzo della Procura generale di Mariupol. Vengono segnalate dalle fonti sul posto le difficoltà nel combattere le sacche di resistenza dei miliziani del battaglione Azov e delle forze armate ucraine situate in quartieri abitati.

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Corridoi umanitari e scambio di prigionieri

Per oggi sono stati concordati due corridoi umanitari in Ucraina, entrambi nel sud del Paese: uno dalla città assediata di Mariupol. Lo annuncia la vice prima ministra Iryna Vereshchuk su Telegram. I due corridoi vanno da Mariupol a Zaporizhia e da Melitopol a Zaporizhia.

La Russia e l’Ucraina hanno effettuato il primo grande scambio di prigionieri di guerra dall’inizio dell’offensiva russa un mese fa, con 10 soldati rilasciati da ciascuna parte. “Oggi, per ordine del presidente Zelensky, ha avuto luogo il primo vero scambio di prigionieri di guerra. In cambio di 10 invasori catturati, abbiamo riavuto 10 dei nostri militari”, ha scritto su Telegram il vice primo ministro ucraino Irina Vereshchuk.
Secondo quanto riferito sempre da Vereshchuk, sempre nella giornata di oggi, Kiev ha consegnato 11 marinai russi, civili, in cambio di 19 marinai ucraini catturati dalle forze russe nella difesa dell’isola dei Serpenti.

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Le forniture di armi Nato all’Ucraina oggetto dell’escalation

“È stata approvata una significativa fornitura di armi all’ucraina tra cui anticarro, difesa aerea e droni che si sono dimostrati altamente efficaci”. Gli alleati danno sostegno significativo all’Ucraina, armi, sistemi avanzati, sistemi che possano auitare ad abbattere aerei. Non entrero’ nei dettagli dei sistemi, quello che posso dire e’ che gli alleati fanno quel che possono per sostenere l’Ucraina con le armi cosi’ che gli ucraini possano difendersi. L’autodifesa e’ un diritto sancito dalla Carta delle Nazioni Unite”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Il premier britannico Johnson ha annunciato che il Regno Unito fornirà a Kiev altri 6.000 missili e investirà altri 30 milioni di euro per aiutare a pagare i soldati e i piloti ucraini. Aumentano dunque le forniture di armamenti, in particolare proprio di missili anticarro e antiaerei. Secondo l’ultima lista di richieste fatte agli Stati Uniti da Kiev – pubblicata dalla Cnn -, all’esercito ucraino servono urgentemente grandi quantitativi di Stinger e Javelin, 500 di entrambe le tipologie.

Le forniture di armi da parte dell’Occidente, principalmente degli Stati Uniti, all’Ucraina rappresentano una minaccia per la popolazione civile di questo Paese, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova nel briefing con la stampa. “Gli Stati membri della Nato continuano a fornire armi all’Ucraina nel modo piu’ attivo, questo non solo porta a un prolungamento delle ostilita’, ma comporta anche conseguenze imprevedibili”, ha detto Zakharova.
La portavoce ha notato che nelle ultime settimane, i soli Stati Uniti hanno inviato a Kiev armi per un valore di 1 miliardo di dollari. “Si tratta di una minaccia diretta alla sicurezza della popolazione civile, che viene usata da nazionalisti e combattenti ucraini come scudi umani”, ha aggiunto Zakharova.
Per Mosca, inoltre, i Paesi occidentali stanno violando i loro obblighi sulla non proliferazione e lo stoccaggio sicuro delle armi. “Non si sorprendano i nostri ‘partner’ occidentali quando le armi fornite al regime di Kiev emergeranno nei luoghi più inaspettati. Le loro azioni costituiscono una minaccia terroristica non solo per l’Europa, ma per il mondo intero”.

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Sulle nuove sanzioni e l’adesione dell’Ucraina la Ue rimane divisa

Il Consiglio dei capi di stato dell’Unione Europea, non è riuscito  a raggiungere un’intesa degna di nota su nuove potenziali sanzioni, confermando di fatto le intese raggiunte al vertice informale di Versailles di due settimane fa. I Paesi baltici e la Polonia premevano per un’intensificazione delle sanzioni. Nel vertice di ieri i primi ministri dei quattro Paesi hanno inviato una lettera agli altri leader Ue per concordare un divieto del trasporto di merci su strada da Russia e Bielorussia, oltre che impedire alle navi di entrare nei porti dei Paesi membri. La loro richiesta, tuttavia, è caduta nel vuoto. Altrettanto chiaro è stato il “no” dei 27 capi di stato della Ue alla semplificazione della procedura di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

La Slovacchia aveva chiesto di inserire un passaggio ulteriore rispetto alla dichiarazione finale di Versailles in cui chiedeva espressamente di “accogliere positivamente la richiesta di adesione all’Ue dell’Ucraina in vista di concedere all’Ucraina lo status di Paese candidato”. Il Consiglio Europeo tuttavia, ha bocciato l’emendamento della Slovacchia e nella dichiarazione finale si limita a chiedere alla Commissione di esprimere un parere sulla richiesta di adesione dell’Ucraina sulla base dei trattati, un passo decisamente piccolo rispetto a un processo che generalmente dura diversi anni e dall’esito incerto.

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Armi nucleari. Una minaccia entrata nell’agenda politica internazionale

Il vice ambasciatore russo all’Onu, Dmitry Polyanskiy. Polyanskiy, intervistato da Sky News ha risposto così ad una domanda sul possibile uso delle armi nucleari evocata dal portavoce del Cremlino Pskov qualora la Russia si senta minacciata: “Se la Russia è provocata dalla Nato, se la Russia viene attaccata dalla Nato, perché no, siamo una potenza nucleare”, ha detto Polyansky quando gli è stato chiesto se ritenga corretto che questa minaccia pesi sul mondo. “Non credo sia la cosa giusta da dire. Ma non è la cosa giusta minacciare la Russia e cercare di interferire. Quindi quando hai a che fare con una potenza nucleare, ovviamente, devi calcolare tutti le possibili conseguenze del tuo comportamento”. L’agenzia Bloomberg, citando un funzionario Usa, riferisce che Washington è al lavoro sull’effetto deterrenza e su potenziali contromisure “mediche e di altro tipo” per aiutare l’Ucraina in caso di necessità e che gli Stati Uniti e la Nato si stanno preparando a fronteggiare un possibile impiego di armi biologiche o nucleari da parte della Russia.

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