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A Berlino vietate le commemorazioni della Nakba

In un attacco oltraggioso ai diritti, alla memoria e persino all’identità palestinese, la polizia di Berlino, in Germania, ha vietato tutte le commemorazioni pubbliche del 74° anniversario della Nakba (“catastrofe”), quando oltre 750.000 palestinesi furono costretti a lasciare le loro case e le loro terre dalle milizie sioniste.

La Nakba viene commemorata il 15 maggio, noto come Giorno della Nakba o Giorno della lotta palestinese. Vengono organizzati eventi in tutta la Palestina e in tutto il mondo.

Gli eventi vietati dalla polizia comprendono due manifestazioni, due presidi di sensibilizzazione e un incontro culturale, previsti per il 13, 14 e 15 maggio.

Samidoun Deutschland era l’organizzatore di una delle manifestazioni cancellate, Palestine Speaks l’organizzatore di un’altra, mentre l’evento culturale era organizzato da un gruppo di organizzazioni comunitarie palestinesi.

Dopo il divieto, anche la richiesta di una veglia commemorativa per la giornalista palestinese Shireen Abu Aqleh uccisa dalle forze di occupazione israeliane è stata vietata come “sostituzione degli eventi vietati”.

Nello stesso momento in cui ai palestinesi è stato vietato di commemorare la Nakba e 74 anni di espropriazione e di lotta con il rischio di essere arrestati e perseguiti, il Senato di Berlino sta fornendo finanziamenti pubblici per un evento del 15 maggio organizzato da gruppi sionisti che etichettano la campagna Boycott, Divestment, Sanctions (BDS) e Amnesty International come “antisemiti”.

Berlino ospita una delle più grandi comunità palestinesi d’Europa, ripetutamente etichettata come “sensibile” nei documenti presentati dalla polizia ai gruppi organizzatori come motivo per vietare le commemorazioni della Nakba.

Questo segue una serie di attacchi ai diritti dei palestinesi in Germania, molti dei quali perpetrati da funzionari berlinesi, tra cui il divieto di un evento con l’attivista e scrittore palestinese-canadese Khaled Barakat (poi dichiarato illegale da un tribunale tedesco), il divieto politico e l’espulsione di Rasmea Odeh e una serie di sforzi repressivi diretti ai sostenitori del boicottaggio di Israele e della giustizia in Palestina.

Solo due settimane fa, la polizia di Berlino ha vietato anche le manifestazioni per la Palestina del 29-30 aprile in occasione della Giornata della Terra, sulla stessa base dubbia.

Collettivi, associazioni e organizzazioni solidali con la lotta del popolo palestinese in Gemania e a livello internazionale hanno sottoscritto la seguente dichiarazione di denuncia della censura e della repressione da parte delle autorità tedesche e di solidarietà con la resistenza palestinese e la sua lotta per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione.

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Uniti contro la repressione, uniti per la libertà e la giustizia

Il 15 maggio è il Giorno della Nakba – un giorno di ricordo dell’espulsione dei palestinesi, un giorno di lotta contro il colonialismo sionista degli insediamenti, un giorno di resistenza palestinese ininterrotta e un giorno di solidarietà internazionale.

Come è avvenuto e si è intensificato nell’ultimo anno, una massiccia repressione è diretta contro i gruppi e le manifestazioni palestinesi a Berlino. Le autorità vogliono impedire che migliaia di persone si riversino nelle strade della capitale, sede della più grande comunità palestinese in Europa. Di conseguenza, numerose manifestazioni di vari gruppi previste per la Giornata della Nakba di domenica prossima sono state vietate!

Questo oltraggioso assalto alla memoria e alle vite dei palestinesi è un atto di discriminazione razzista. Nel giustificare i divieti, la polizia di Berlino dichiara ripetutamente che i palestinesi sono “sensibili” per il massacro del loro popolo e la confisca delle loro terre.

L’etichettatura della legittima rabbia palestinese e dell’impegno a perseguire la giustizia di fronte a oltre 100 anni di colonialismo come “minaccia alla sicurezza pubblica” è un abominevole atto di censura.

Come ragione inconsistente per i divieti, le autorità accusano di antisemitismo tutte le manifestazioni che si tengono a Berlino per commemorare la Nakba, e persino l’intero movimento palestinese.

Il volto dell’apparato repressivo tedesco si mostra chiaramente in queste misure: bisogna usare tutti i mezzi per impedire che la solidarietà internazionale scoppi. Perché lo Stato teme un ampio movimento antimperialista che, al di là della solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, si concentri sulla complicità della Germania e sui propri interessi imperialisti.

Non accettiamo questi divieti! Il Giorno della Nakba è il nostro giorno di lotta e siamo risolutamente uniti contro la repressione. Mentre lo Stato e i media tedeschi cercano di denigrarci e dividerci, noi uniamo le forze e difendiamo il nostro diritto comune di inviare un segnale forte dalle strade di Berlino ai nostri fratelli e sorelle in Palestina e nel mondo: la nostra lotta per la libertà è una lotta giusta!

La nostra lotta contro l’imperialismo è una lotta giusta! Chiediamo a tutti i gruppi solidali con la Palestina e a quelli che lottano contro l’imperialismo in tutto il mondo di unirsi a noi e di opporsi alla repressione.

Viva la solidarietà internazionale!

(la lista completa è firmatari è disponibile qui)

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