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Catturati a Kharkiv due “amerikani”. Le milizie di Lugansk affermano di essere dentro la Azot di Severodonetsk

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Le milizie della Repubblica Popolare di Luhansk affermano di essere entrate nel territorio dell’impianto chimico Azot di Severodonetsk. Secondo la Tass lo ha annunciato il leader della Repubblica popolare, Leonid Pasechnik, a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Pasechnik ha aggiunto che finora nessuno ha preso contatti in merito allo scambio di prigionieri. “Purtroppo non ho cifre sul numero di prigionieri sul loro territorio. Non siamo padroni di questa situazione, non comunicano con noi”, ha sottolineato il leader della repubblica popolare.

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Due ex militari statunitensi, che combattevano a fianco delle forze di Kiev, sarebbero stati catturati dalle forze armate russe nei pressi di Kharkiv. Lo riferisce il quotidiano britannico Daily Telegraph, citando un altro contractor statunitense. I due sono stati identificati come Alexander Druke, 39 anni, e Andy Huynh, 27 anni. Si tratterebbe dei primi due contractor statunitensi caduti nelle mani delle forze di Mosca dall’inizio delle ostilità. La madre di Drueke, Lois Druke, ha affermato che suo figlio aveva detto alla sua famiglia che stava insegnando alle truppe ucraine come usare armi prodotte negli Stati Uniti.

Il capo della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha dichiarato di non avere informazioni su due ex militari statunitensi che combattono per le Forze Armate ucraine e che sarebbero stati fatti prigionieri nei pressi di Kharkiv. “Al momento non ho informazioni di questo tipo e non posso fare alcun commento”, ha dichiarato Pushilin a Interfax a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Secondo il quotidiano Telegraph, due ex militari dell’esercito statunitense, che combattevano per le forze armate ucraine, sono stati fatti prigionieri in un combattimento nei pressi di Charkiv.

Secondo il Telegraph, Alexander Druke, 39 anni, e Andy Huynh, 27 anni, si sono uniti a un’unità regolare delle Forze armate ucraine come volontari e sono stati fatti prigionieri la scorsa settimana. Si ritiene che siano i primi combattenti statunitensi ad essere stati catturati nella zona di conflitto in Ucraina.

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“La contesa feroce per il Lugansk continua e gli invasori russi stanno cercando di attaccare contemporaneamente da 9 direzioni diverse” ha affermato il comandante in Capo delle Forze Armate dell’Ucraina, Valeriy Zaluzhny.

Secondo lo Stato Maggiore ucraino l’esercito russo prosegue gli sforzi tesi a conquistare interamente Severodonetsk, nel Luhansk, e hanno concentrato i loro sforzi principali in direzione di Bakhmut, nella regione di Donetsk. “In direzione di Severodonetsk, gli occupanti russi continuano ad attaccare le unità delle forze armate ucraine con tutta la potenza di fuoco disponibile nelle aree degli insediamenti di Belogorovka, Lysychansk e Severodonetsk”, si legge nel rapporto.

La città, è sotto costante bombardamento e i tre ponti che la collegavano alla vicina città di Lysytchansk sono ormai distrutti.

Il ministero della Difesa russo ha invece accusato Kiev di impedire l’evacuazione dei civili bloccati nell’impianto Azot a Severodonetsk.  La Russia aveva annunciato ieri che avrebbe allestito un “corridoio umanitario” per oggi dalle 07:00 alle 19:00 per consentire ai civili che si sono rifugiati nella fabbrica di lasciare Severodonetsk, ma in direzione dei territori controllati dalle forze di Mosca. Quest’oggi non è uscito praticamente nessuno. Solo un anziano sarebbe stato evacuato dalla fabbrica assediata. Il ministero della Difesa russo ha accusato le forze ucraine di aver “violato più volte il cessate il fuoco” e di aver “usato la pausa umanitaria per riposizionarsi in modo piu’ vantaggioso”. Secondo Kiev, al momento sono rifugiati nel grande impianto chimico diverse centinaia di persone sotto i bombardamenti, una situazione che ricorda quella vista nel grande complesso siderurgico Azovstal a Mariupol, espugnata a maggio dalle forze armate russe dopo diverse settimane di sanguinoso assedio.

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Il primo vice ministro degli Interni ucraino Yevhen Yenin non ha condiviso alcun dettaglio sull’operazione effettuata dai servizi di sicurezza ucraini (SBU). Secondo Yenin, la polizia nazionale ha arrestato più di 800 persone sospettate di “attività di sabotaggio e ricognizione” dall’inizio della guerra totale in Russia.

Secondo il Centro di resistenza ucraino, miliziani ucraini non identificati hanno preso di mira i dipendenti del Ministero delle Emergenze russo a Mariupol il 9 e l’11 giugno.

 

 

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3 Commenti


  • Bernardino Marconi

    Il trattamento ai due combattenti statunitensi catturati dalle forze russe deve essere pari ad ogni volontario combattente di ogni provenienza, quindi fuori la convenzione di Ginevra.


  • leandro locatelli

    Chi non conosce la Verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente

    Petizione diretta al Presidente Mario Draghi e al ministro Cartabia
    Andrea Rocchelli, fotogiornalista italiano era andato a documentare gli orrori della guerra in Ucraina, precisamente nel Donbass, ed è stato ucciso per questo. E’ stato assassinato insieme all’attivista per i diritti umani (e interprete) Andrej Nikolaevič Mironov, dal fuoco ucraino, il 24 maggio 2014. William Roguelon, unico sopravvissuto all’attacco, dichiarerà che il gruppo è stato bersagliato da numerosi colpi di mortaio e armi automatiche dalla collina Karachun, dove era stanziata la Guardia nazionale dell’Ucraina e l’esercito ucraino. Gli assassini non sono i russi ma i nostri alleati, addestrati e armati da noi. I “buoni”. Quelli che difendono la libertà. Nel luglio 2017 le indagini hanno portato all’arresto di Vitaly Markiv mentre rientrava in Italia, militare della Guardia nazionale ucraina col grado di vice-comandante al momento dell’arresto ma soldato semplice all’epoca dei fatti, con cittadinanza italiana. Markiv è stato sottoposto a misure detentive di custodia cautelare in attesa del processo che si è aperto a Pavia nel maggio 2018. Durante lo svolgimento del processo, Markiv viene anche accusato dentro e fuori l’aula di simpatie neonaziste. Si legge su Wikipedia: “Il 12 luglio 2019 la corte penale di Pavia ha giudicato Vitaly Markiv colpevole per concorso di colpa nell’omicidio di Rocchelli e Mironov e lo ha condannato a 24 anni di reclusione. Lo stato Ucraino è stato anch’esso giudicato colpevole nella medesima sentenza quale responsabile civile”. Markiv però se la cava, dopo l’intervento delle autorità dell’Ucraina che prendono le sue difese. Ed ecco il colpo di scena: “Il 3 novembre 2020 la Corte d’Assise d’appello di Milano, pur ritenendo colpevoli le forze armate ucraine dell’omicidio dei giornalisti, ha assolto Vitaly Markiv con formula piena escludendo alcune testimonianze chiave dall’impianto accusatorio per un vizio di forma”. Sul tablet e sullo smartphone sequestrati a Markiv, secondo i Ros, sono conservate oltre duemila fotografie. Alcuni scatti mostrano un uomo incappucciato, con una catena di ferro al collo, rinchiuso nel bagagliaio di un’automobile, una Skoda Octavia. In alcune immagini scattate poco dopo, si vede lo stesso uomo, con il volto ancora coperto, gettato in una fossa mentre qualcuno non inquadrato nella ripresa lo ricopre di terra. Altre fotografie ritraggono Markiv davanti alla stessa Skoda Octavia. Quando nell’aula è stata mostrata una foto di agenti della guardia nazionale ucraina con alle spalle una bandiera nazista, Markiv ha chiesto di prendere la parola e ha detto: «Non voglio che la guardia nazionale sia presentata come nazista. La bandiera ritratta in quella foto è soltanto un bottino di guerra» Peccato che il nemico fossero gli autonomisti del Donbass. Non c’è pace senza giustizia, non si annulla una sentenza per vizio di forma, dopo l’intervento delle autorità Ucraine che hanno parlato di complotto e di processo politico, intervento supportato anche da politici di lungo corso italiani. Chiediamo al presidente del consiglio Draghi ed al ministro della Giustizia Cartabia la revisione del processo. Ci sono due vittime innocenti, assassinate perché testimoniavano con il loro lavoro verità scomode, non ci possono essere colpevoli in libertà. La responsabilità penale è personale, indicare come responsabile l’intero esercito ucraino è inutile e sbagliato. Verità e giustizia per Andrea e Andrej.
    Puoi firmare la petizione qui: https://chng.it/J4kY6Zdj


  • Olrik

    Kharkov si chiama.
    Nessun residente la chiama Kharkiv, proprio nessuno, salvo qualche azovita di passaggio.

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