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I governanti polacchi, ucraini e britannici, i più veloci nell’esprimere entusiasmo per Giorgia Meloni, hanno incolpato la Russia del sabotaggio al gasdotto Nord Steam.

Secondo costoro, in uno dei mari più controllati dalla NATO, un sottomarino russo avrebbe colpito una condotta russa che trasporta gas russo per colpire gli affari russi e darne la colpa all’Occidente.

La stampa ex antifascista italiana ha subito fatta propria questa versione dei governi più reazionari d’Europa.

Chissà perché l’attacco a Nord Stream invece a me fa venire in mente quando la CIA uccise, con un sabotaggio al suo aereo, Enrico Mattei. Presidente dell’ENI che operava per rendere l’Italia indipendente dagli USA nelle forniture di energia.

Chissà perché quando sento di sabotaggi, bombe, attentati, da Piazza Fontana in poi penso alla strategia della tensione con manovali fascisti e mandanti americani.

Chissà perché Sikorski, ex ministro degli esteri della Polonia, ha appena scritto un tweet di ringraziamento agli USA per l’azione.

Chissà perché…

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