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L’Arabia Saudita snobba per l’ennesima volta i voleri di Washington

Nella foto di copertina c’è un dettaglio rilevante. Nella foto ufficiale dell’incontro tra il segretario di stato Usa Blinken e il principe saudita Mohammed bin Salman non figura la bandiera statunitense, ma solo quella saudita.

Il protocollo prevede che debbano essere esposte entrambe. Una foto dunque che ci racconta molto di quella che il New York Times definisce come “dura realtà del nuovo panorama geopolitico”.

La visita del segretario di stato Usa Blinken in Arabia Saudita è arrivata pochi giorni dopo che Riad ha confermato di voler ridurre ulteriormente la produzione di petrolio, una mossa niente affatto gradita e che aumenta la tensione nel rapporto tra Washington e Arabia Saudita.

Secondo il New York Times la visita di tre giorni di Blinken in Arabia Saudita, e l’incontro con il principe ereditario Mohammed bin Salman, è lo sforzo più impegnativo mai compiuto dall’amministrazione USA per superare l’ostilità che il presidente Biden ha espresso al principe e il suo governo lo scorso autunno.

La tensione tra Usa e Arabia Saudita è aumentata ulteriormente dopo che i funzionari sauditi hanno tagliato la produzione di petrolio “nonostante la percezione da parte dei funzionari statunitensi che avessero accettato di aumentarla” sottolinea il New York Times.

Biden aveva promesso di imporre “conseguenze” ma nei mesi successivi, il presidente e i suoi massimi collaboratori “sono giunti ad accettare quella che vedono come una dura realtà del nuovo panorama geopolitico”.

Richard Goldberg, consigliere del think tank Foundation for Defense of Democracies, ha affermato che scoraggiare una più stretta relazione tra Arabia Saudita e Cina è probabilmente l’elemento più importante della visita di Blinken.

Al Jazeera ricorda che Riad si è scontrata ripetutamente con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sia sulla sua fornitura di greggio ai mercati globali, sia sulla sua disponibilità a collaborare con la Russia nell’OPEC+ e sul raggiungimento di una distensione con l’Iran mediata dalla Cina.

Gli obiettivi del viaggio di Blinken, affermano gli analisti, vorrebbe riconquistare la vecchia influenza Usa su Riyadh sui prezzi del petrolio, respingere l’influenza cinese e russa nella regione e perorare l’eventuale normalizzazione dei legami sauditi-israeliani .

Secondo quanto riporta l’Associated Press il ministro degli Esteri, il principe Faisal bin Farhan, ha risposto a una domanda sulle recenti notizie secondo cui l’Arabia Saudita chiede aiuto agli Stati Uniti per costruire il proprio programma nucleare in cambio dell’instaurazione di relazioni diplomatiche con Israele.

Il principe Faisal ha affermato che la normalizzazione con Israele avrebbe “benefici limitati” senza “trovare una via verso la pace per il popolo palestinese“. E non ha detto se la questione nucleare sia legata alla normalizzazione con Israele.

Non è un segreto che stiamo sviluppando il nostro programma nucleare civile interno e preferiremmo di gran lunga poter avere gli Stati Uniti come uno degli offerenti“, ha affermato. “Ovviamente vorremmo costruire il nostro programma con la migliore tecnologia al mondo” mentre il regno accoglierebbe con favore l’aiuto degli Stati Uniti nella costruzione del suo programma nucleare civile, “ci sono altri che stanno facendo offerte“.

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