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A Gaza si prepara lo scontro frontale. Raid israeliani anche in Cisgiordania. Erdogan impietrisce Nato e Israele.

Secondo quanto riferisce il Times of Israel le Forze armate israeliane hanno effettuato nella notte un raid con fanteria e i carri armati intorno a Beit Hanoun nel nord della Striscia di Gaza, in vista della “prossima fase della guerra”. Al termine della missione, i militari israeliani si sono ritirati in territorio israeliano.

Almeno 18 palestinesi sono stati uccisi e 40 sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano contro la famiglia di Yunis Al Astal, ritenuto un membro di Hamas, a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, la zona in cui Israele ha costretto la popolazione ad evacuare dal nord.

Un altro attacco aereo israeliano ha ucciso diversi membri della famiglia del corrispondente di Al Jazeera Wael al-Dahdouh nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Nell’edificio colpito dall’attacco si trovavano più di 100 persone, tra cui molti membri delle famiglie al-Dahdouh e Awad. Alcune delle persone che si trovavano nell’edificio in quel momento sono ancora disperse, ha dichiarato Al Jazeera.
La famiglia al-Dahdouh si era rifugiata nel campo di Nuseirat dopo l’ordine di evacuazione impartito da Israele il 12 ottobre, che aveva colpito più di un milione di persone nella metà settentrionale della Striscia di Gaza.

Israele dovrebbe radere al suolo Gaza ed espellere tutti i palestinesi in Egitto per scoraggiare i suoi nemici”, ha detto in un’intervista il membro del partito Likud ed ex parlamentare della Knesset Moshe Feiglin. La recente apparizione televisiva di Feiglin, in cui ha chiesto di bombardare Gaza come la città tedesca di Dresda durante la Seconda Guerra Mondiale, è diventata virale sui social media. Il giornale Palestine Chronicle riferisce che, parlando con l’Israel News Network (INN), Feiglin ha lamentato che sono passati 18 giorni dall’attacco di Hamas e “non ci siamo ancora vendicati in modo biblico… non abbiamo ridotto Gaza in cenere immediatamente!”

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Decine di palestinesi uccisi e arrestati anche in Cisgiordania. Assalti dei coloni

Cinque palestinesi sono stati uccisi, e diversi altri feriti, dai proiettili israeliani in Cisgiordania, all’alba di mercoledì. A Jenin Tre palestinesi sono stati uccisi in un attacco israeliano contro il campo profughi di Jenin, e 23 sono rimasti feriti, alcuni dei quali gravemente, tra cui un bambino. Altri due palestinesi sono stati uccisi a Qalandia e Qalqylia.

Dal giorno successivo al 7 ottobre, oltre che nella Striscia di Gaza, 103 palestinesi sono stati uccisi dalle forze armate israeliane in Cisgiordania.

Cinque palestinesi sono stati feriti oggi in assalti da parte di coloni israeliani vicino ai villaggi di Deir Jarir e Taybeh, a est di Ramallah. Fonti locali hanno riferito che i coloni hanno attaccato i raccoglitori di olive a Deir Jarir, ferendo un uomo e i suoi due figli che hanno avuto bisogno di cure mediche. Tre giorni fa i coloni hanno anche attaccato gli agricoltori del villaggio mentre stavano raccogliendo le loro olive. I coloni hanno anche attaccato diverse case vicino al villaggio di Taybeh, aggredendo una donna e un giovane.

Più di un centinaio di palestinesi sono stati arrestati questa mattina nei raid dell’esercito israeliano nelle loro case nei Territori Occupati in Cisgiordania, tra questi anche una giovane ragazza arrestata nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est per aver postato un messaggio sui social media.

Oltre alla ragazza, l’esercito ha arrestato 12 persone della città di Biddo, a nord-ovest di Gerusalemme, 17 persone del villaggio di Kubar, oltre ad altre di Arora, al-Mughayyer e della città di al-Bireh 14 persone provenienti da diversi villaggi e città del governatorato di Betlemme. Almeno 30 persone, tra cui ,cinque donne, una delle quali la giornalista Luma Khater, sono state arrestate nel governatorato di Hebron.

Nel villaggio di Sanour, a Jenin, l’esercito ha arrestato quattro persone, tra cui la moglie di un prigioniero e suo padre. Sette persone sono state arrestate anche nel governatorato di Nablus, nel nord della Cisgiordania, e nel villaggio di Marda, nel governatorato di Salfit.

La Palestinian Prisoner’s Society ha detto che Israele ha arrestato 1460 palestinesi in Cisgiordania dal 7 ottobre, senza contare le centinaia di lavoratori della Striscia di Gaza che sono stati portati in Cisgiordania dopo l’aggressione e successivamente detenuti.

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Libano e Siria. Attacchi a base statunitense. Riunione del “Fronte della Resistenza” a Beirut

 La televisione libanese Al-Mayadeen, riferisce di attacchi missilistici notturni contro le forze statunitensi all’aeroporto di Abu Hajar nel nord-est della Siria. Il presidente statunitense Biden ha negato di aver chiesto ad Israeleun rinvio dell’offensiva di terra ed ha minacciato l’Iran: “Se continueranno ad attaccarci, reagiremo”.

Il leader del Movimento di resistenza libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha discusso mercoledì la situazione a Gaza con alti funzionari dei gruppi palestinesi Hamas e Jihad islamica. Secondo una dichiarazione, una copia della quale è stata visionata da The Palestine Chronicle, Nasrallah ha ricevuto il segretario generale del Movimento della Jihad islamica palestinese, Ziad Nakhaleh, e il vice capo dell’Ufficio politico di Hamas, Saleh Al-Arouri.

“Hanno discusso dei recenti eventi a Gaza dall’inizio dell’operazione per le inondazioni di Al-Aqsa e dei successivi sviluppi su tutti i fronti”, si legge nella dichiarazione, aggiungendo che: “Hanno anche discusso degli scontri in corso lungo il confine libanese con la Palestina occupata e hanno valutato le posizioni internazionali e regionali”.

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Erdogan impietrisce Nato e Israele. La Libia vuole espellere ambasciatori dei paesi che sostengono Israele, Italia inclusa

Il presidente turco Erdogan ha annunciato la cancellazione della sua visita in Israele ed ha lasciato di stucco i suoi alleati della Nato elogiando i miliziani di Hamas definendoli un “movimento di liberazione” e non dei “terroristi”.  Erdogan ha anche criticato le potenze occidentali che hanno sostenuto la reazione di Israele contro Hamas invocando la legittima difesa: «Le lacrime versate per Israele sono una manifestazione di frode» ha detto. «Non abbiamo problemi con lo Stato di Israele ma non abbiamo mai approvato le atrocità commesse e il suo modo di agire, simile a un’organizzazione più che a uno Stato», ha spiegato il presidente ai suoi parlamentari. «Gli ebrei sanno benissimo che la Turchia è il solo Paese da secoli privo di antisemitismo — ha aggiunto riferendosi all’accoglienza di chi fuggiva da altri Paesi durante la Seconda Guerra Mondiale e l’epoca ottomana — ma la metà dei morti a Gaza è composta da bambini e questo dimostra una deliberata brutalità nel commettere crimini contro l’umanità. Non c’è un altro Paese che compia azioni così disumane». Dichiarazioni che sono state accolte dai parlamentari al grido di «Abbasso Israele» e «Allah Akbar» mentre il loro leader, riferendosi al premier israeliano Benjamin Netanyahu, «ho stretto la mano a quest’uomo, avevamo buone intenzioni ma si è approfittato di noi».  Anche Erdogan, è ricorso dunque al doppio standard: Hamas sono combattenti ma i curdi del PKK sono “terroristi”.

Ieri il parlamento libico ha chiesto la partenza degli ambasciatori dei paesi che “sostengono” Israele, prendendo di mira in particolare gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia. “Chiediamo che gli ambasciatori degli Stati che sostengono l’entità sionista (Israele) nei suoi crimini lascino immediatamente il territorio della Libia”, si legge nella dichiarazione. “Se i massacri commessi dal nemico sionista non si fermano, chiediamo che il governo libico sospenda l’esportazione di petrolio e gas verso gli Stati che lo sostengono”, ha continuato. Il parlamento ha denunciato “con la massima fermezza” l’operato dei “governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia e dell’Italia”.

Stati Uniti. In Florida messi fuorilegge i collettivi studenteschi solidali con la Palestina

Il governatore della Florida, Ron De Santis, ha ordinato alle università e ai college statali di sciogliere tutti i gruppi studenteschi pro-palestinesi presenti nei rispettivi campus. In una lettera inviata martedì ai presidenti delle università statali, il responsabile del Sistema delle università Statali, Ray Rodrigues, ha ordinato agli atenei di sciogliere tutti i gruppi che fanno capo alla National Students for Justice in Palestine (Sjp). “Gli studenti palestinesi in esilio fanno parte di questo movimento, non sono in solidarietà con questo movimento’”, ha scritto Rodrigues nella sua lettera equiparando i gruppi studenteschi statunitensi direttamente ad Hamas.

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1 Commento


  • Andrea Vannini

    hamas é un movimento antimperialista. viceversa come chiamare i mercenari agli ordini degli usa?

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