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Alta tensione anche nella penisola coreana, fin troppa

Nell’area asiatica si vanno accumulando tensioni crescenti che non promettono nulla di buono. Martedi il leader dell’opposizione in Corea del Sud ha subito un grave attentato. Era noto non solo per le sue posizioni progressiste sul piano sociale ma anche per la sua linea di apertura verso la Corea del Nord. L’attentato arriva in una fase di massima tensione tra le due Coree.

“La Repubblica  Popolare Democratica di Corea deve prepararsi alla guerra” aveva dichiarato, nella giornata di giovedì 28 dicembre, il leader nordcoreano Kim Jong-un in un intervento pubblico.

Parlando nel corso di un incontro con i massimi quadri del Partito del Lavoro Kim Jong Un ha dato indicazione all’esercito, all’industria bellica e al settore delle armi nucleari di accelerare i preparativi alla guerra per contrastare quelle che ha definito “mosse conflittuali senza precedenti da parte degli Stati Uniti”. In un passaggio dello stesso intervento, il leader nordcoreano ha assicurato che Pyongyang amplierà la cooperazione strategica con i paesi “indipendenti e antimperialisti”, in riferimento ai principali avversari degli Stati Uniti sull’arena globale.

Nel settembre scorso Kim Jong Un è stato in visita a Mosca dove ha incontrato Putin. Gli Stati Uniti accusano apertamente Pyongyang di fornire materiali militari a Mosca nella guerra in Ucraina, mentre la Russia garantirebbe ai nordcoreani supporto tecnico necessario per far avanzare le loro capacità militari. Putin avrebbe inoltre promesso a Kim un aiuto per lo sviluppo della tecnologia satellitare.

Immagini satellitari fornite dalla Casa Bianca mostrano alti livelli di attività in un porto nordcoreano precedentemente inattivo vicino al confine con la Russia negli ultimi mesi; gli Stati Uniti e la Corea del Sud sostengono che la Corea del Nord stia consegnando alla Russia proiettili di artiglieria da utilizzare nella sua guerra contro l’Ucraina.

Kim Jong Un ha fatto notare che per la prima volta in 40 anni le armi nucleari strategiche statunitensi, tra cui un “sottomarino nucleare strategico super-grande” e un bombardiere nucleare strategico, sono entrate nella penisola coreana. Queste hanno trasformato la Corea del Sud “completamente in una base militare avanzata e in un arsenale nucleare degli Stati Uniti e le esercitazioni militari congiunte di varie dimensioni sono state organizzate incessantemente tutto l’anno, stabilendo il “record più alto della storia”, ha detto Kim.
Egli ha avvertito che “uno scontro fisico può essere causato e aggravato anche da un lieve fattore accidentale nell’area lungo la Linea di demarcazione militare dove grandi forze armate di entrambe le parti si confrontano l’una con l’altra”.

Nel 2023, la Corea socialista ha inserito la politica di espansione nucleare nella sua costituzione, rafforzando l’idea di una Corea del Nord che si presenta sulla scena internazionale come una potenza a vocazione nucleare e che l’idea di denuclearizzare o rinunciare alle proprie armi, come preteso da parte di Stati Uniti e Giappone, non è neanche oggetto di discussione. Quest’anno, inoltre, la Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile balistico intercontinentale mentre a fine novembre ha respinto le richieste americane per un ritorno alla diplomazia, dopo che gli USA avevano criticato aspramente Pyongyang per il lancio – a novembre – del primo satellite nordcoreano in orbita.

Secondo le autorità giapponesi e sudcoreane, il missile di prova è stato lanciato al largo della costa orientale della Corea del Nord ed è atterrato nelle acque a ovest del Giappone. Il lancio, tra l’altro, ha coinciso con i colloqui tra Stati Uniti e Corea del Sud sulla deterrenza nucleare contro la Corea del Nord, che Pyongyang ha criticato. La Corea del Nord ha anche ignorato gli appelli statunitensi a tornare ai colloqui sul disarmo nucleare.

Le dichiarazioni di Kim Jong Un di fronte al plenum del partito sono giunte poche ore dopo la visita del presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol a un’unità militare schierata in prima linea nell’area orientale di Yeoncheon. Yoon, ed in cui ha chiesto alle truppe sudcoreane un’immediata ritorsione in caso di provocazione da parte della Corea del Nord. “Vi esorto a schiacciare immediatamente e con fermezza la volontà provocatoria del nemico”, ha detto Yoon ai militari.

Secondo una analisi del Council for Foreign Relations, Yoon ha adottato una posizione più dura nei confronti della Corea del Nord rispetto al suo predecessore. Ha chiesto un riorientamento del ministero dell’Unificazione e ha potenziato la cooperazione militare con gli Stati Uniti, anche portando il sistema missilistico THAAD verso la piena operatività. Yoon si è anche impegnato a migliorare i legami con il Giappone e il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha ricambiato. Biden, Kishida e Yoon si sono incontrati per il primo vertice trilaterale autonomo nell’agosto 2023 per rafforzare la cooperazione strategica.

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1 Commento


  • avv.alessandro ballicu

    fa bene la corea del nord a dotarsi di armi per dfendersi dall’imperialismo usa, vorrei capire per quale ragione chi è stato il primo e l’unico ad usare le armi nucleari quale diritto abbia di vietare simili armi a paesi pacifici e inoffensivi come pure l’iran di avere quelle armi, tanto più che le ha un paese razzista e nazista come israele quindi…

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