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Libano. Israele bombarda il sud, Hezbollah chiama alla resistenza comune

L’esercito israeliano giovedi ha lanciato una nuova serie di attacchi aerei sulle città libanesi di Tir Dibba, Taybeh, Aita al-Jabal e Zuter al-Sharqiyah (Libano meridionale) dopo aver avvertito i residenti della zona di evacuare, 

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Israele di aver commesso un “crimine” dopo la serie di raid effettuati dalle forze israeliane nel sud del Libano, dove i militari israeliani  dichiarano di aver colpito obiettivi di Hezbollah. “Quello che ha fatto Israele oggi nel sud del Libano costituisce un crimine – si  legge in una dichiarazione diffusa via X dalla presidenza libanese –  Ogni volta che il Libano manifesta la sua apertura a un approccio con  negoziati pacifici per risolvere le questioni irrisolte con Israele,  Israele intensifica gli attacchi alla sovranità libanese”.

Il movimento libanese Hezbollah ha sollecitato le autorità di Beirut ad unire le forze per fermare l’aggressione israeliana, invece di intraprendere negoziati che, a secondo il movimento, potrebbero portare a condizioni sfavorevoli per il Libano.

“Il momento attuale richiede di unire gli sforzi per fermare le violazioni, l’aggressione e l’offensiva sionista contro il nostro Paese e per garantirne la sicurezza. Promettiamo al nostro popolo che preserveremo la dignità e difenderemo la verità, proteggendo la nostra terra e la nostra gente”, ha dichiarato Hezbollah in una lettera aperta indirizzata al presidente Aoun, al presidente del parlamento e al primo ministro. La lettera ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno cercando di esercitare pressioni su Beirut nell’interesse di Israele, con l’obiettivo di disarmare completamente Hezbollah nel quadro della decisione libanese di mantenere le armi solo nelle mani dell’esercito. Tuttavia, secondo Hezbollah, l’accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024 prevede la demilitarizzazione soltanto del sud del Paese, a condizione che Israele interrompa i suoi attacchi.

“Il nemico sionista non prende di mira solo Hezbollah, ma l’intero Libano. L’obiettivo è privare il Paese della capacità di resistere ai ricatti politici e imporre la propria agenda e i propri interessi nella regione. Per respingere questa minaccia è necessaria una posizione nazionale unita e ferma, capace di difendere la sovranità e la dignità del Paese”, si legge ancora nella lettera. 

Intanto anche l’Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano, ha lanciato un appello urgente a Israele affinché ponga fine immediatamente ai suoi attacchi nel sud del Libano, dopo l’intensificarsi dei bombardamenti su diverse località della regione. 

In una dichiarazione ufficiale, la missione Onu ha ricordato che le operazioni israeliane violano la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che pose fine al conflitto del 2006 tra Hezbollah e Israele e affidò ai caschi blu il compito di monitorare la situazione nell’area. “Gli attacchi arrivano mentre le Forze armate libanesi stanno conducendo operazioni per controllare le armi non autorizzate e le infrastrutture a sud del Litani – ha spiegato Unifil – Qualsiasi azione militare, soprattutto su una scala così distruttiva, minaccia la sicurezza dei civili e compromette i progressi verso una soluzione politica e diplomatica”. L’Unifil ha infine esortato anche gli attori libanesi “a evitare qualsiasi risposta che possa alimentare ulteriormente la tensione”.

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