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Venezuela. Voci su arresto di un generale per aver collaborato al sequestro del presidente Maduro

Secondo alcune indiscrezioni la presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez avrebbe ordinato l’arresto immediato del Maggior Generale Javier Marcano Tábata, capo della Guardia d’Onore Presidenziale e direttore della DGCIM (Direzione Generale del Controspionaggio Militare). L’alto ufficiale viene indicato come l’architetto del tradimento che ha permesso il sequestro del presidente Maduro lo scorso 3 gennaio.

L’arresto di Marcano Tábata sarebbe avvenuto nelle ultime ore dopo una notte piuttosto caotica nel Palazzo Legislativo Federale e a Miraflores, sede quest’ultima della Presidenza.

Quella che le prime versioni ufficiali avevano definito come una risposta a “droni intrusi” sarebbe stata, in realtà, un’operazione per neutralizzare il potente Generale.

Il generale Marcano Tábata è stato collegato direttamente all’operazione statunitense per aver disattivato i protocolli di difesa aerea nella notte di sabato sulla caserma di Fuerte Tiuna, ossia il luogo dove stavano dormendo Maduro e la moglie e dove sono stati sequestrati dalle forze speciali statunitensi.

Le indagini della nuova amministrazione venezuelana indicano comunicazioni cifrate tra il Generale e agenzie di intelligence straniere nelle settimane precedenti al 3 gennaio.

Il generale Marcano Tábata viene accusato di aver consegnato agli USA le coordinate esatte e i punti ciechi dell’anello di sicurezza cubano-venezuelano, di aver permesso a forze irregolari di attaccare il Legislativo per creare una cortina di fumo mentre venivano negoziate le epurazioni interne. Si segnalano arresti di massa di ufficiali dei servizi segreti che rispondevano a Marcano. La Presidente Delcy Rodríguez ha mobilitato unità della Milizia popolare e collettivi chavisti leali per circondare Miraflores, non ricorrendo all’Esercito regolare.

La Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha decretato sette giorni di lutto nazionale in omaggio ai militari e ai civili morti nella difesa della sovranità venezuelana e del presidente Nicolás Maduro, durante l’aggressione perpetrata dagli Stati Uniti lo scorso sabato 3 gennaio.

La mandataria ha ribadito l’impegno del Governo Bolivariano per la pace, la sovranità nazionale e per la liberazione del presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, sequestrati dai commandos delle forze speciali dell’esercito statunitense.

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5 Commenti


  • Giorgio Collo

    sarebbe una spiegazione del perché non ci fú reazione al sequestro.
    Venezuela dopotutto non ha un ejército altamente profesionale né esoerienza di guerra directa contro l’ imperialismo.
    In realtá durano molto di piú di quello che uno si poteva aspettare vusto la brutta fine di Evo Morales, Correa etc.
    Peró che Cuba ed i militari Cubani ed i servizi segreti Russi e Cinesi si siano fatti sorprendere da Trump/ Netanyahu é preoccupante..
    La preparazione di una operazione di questa portata come non puó essere stata notata ?


  • bernardino marconi

    Il tradimento di parte dei militari è evidente, se riconosciuti colpevoli da un tribunale, l’applicazione della giustizia militare è evidente e lecita.


  • Bruno

    le fonti ufficiali parlano di “sostituzione del generale”..


  • Dani

    La responsabilità è soprattutto di Maduro stesso. Con una flotta da guerra che da cinque mesi stazionava davanti alla costa come poteva sentirsi al sicuro quando Caracas dista solo 30 Km dal mare??!! Doveva trovare un posto ben nascosto nell’ interno del Venezuela, magari sottoterra a prova di missile. Inoltre gli elicotteri USA anche senza la costosissima contraerea, avrebbero potuto facilmente essere abbattuti con dei semplici droni a fibra ottica, immuni alla guerra elettronica che i russi stanno utilizzando a migliaia nel Donbass e che costano poche migliaia di euro. Tutto era molto semplice, bastava pensarci per tempo.


    • Redazione Contropiano

      E’ stupefacente quanto la realtà sia semplice, davanti alla tastiera…

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