Per chi se la fosse persa questa storia di droni, laser e narcotrafficanti all’attacco di El Paso ha il sapore di una satira distopica., Riassunto. Un paio di giorni fa, a sorpresa, viene dichiarato chiuso lo spazio aereo fino diecimila metri sopra alla cittadina texana sul confine, dirimmpetto a Ciudad Juarez. Così sorpresa che il Pentagono non informa nemmeno la Federal Aviation Commission.
Le autorità locali cascano alle nuvole, per non dire dei piloti, fermati mentre stanno per decollare, e quelli in arrivo dirottati in extremis. Motivazione ignota ma l’ordine parla di chiusura per dieci giorni (fate conto che l’11 settembre 2001 – l’ultimo provvedimento del genere era durato due giorni). In città sono sbigottiti, c’è panico, qualcuno carica in fretta i bagagli in auto.
Poi comiciano a trapelare notizie dal governo. Operazione speciale, un drone dei cartelli narco in violazione dello spazio areeo USA abbattuto dal Border Patrol (si, quelli dei rastrellamenti assieme ad ICE). E poi come! CPB ha usato un cannone laser sperimentale supersegreto imprestato dal Pentagono (anche qui nessun avvertimento preventivo all’aviazione civile).
La ministra Bondi che in quel momento si da il caso sta nel mezzo di un’audizione/rissa alla commissione giustizia al Congresso, sbotta contro l’ennesimo congressman: “La pianti di chiedermi stronzate – mentre voi dite fesserie, noi intanto stiamo salvando la patria dagli attacchi dei narcos!?“.
Ma intanto passano solo alcune ore prima che la chiusura venga revocata. Inizialmente si parla di “missione compiuta” ma poco dopo esce la verità. Il “drone abbattuto” erano alcuni palloncini sfuggiti a qualche festa di compleanno.
A parte l’incompetenza e la spudoratezza delle menzogne, resta il fatto dell’arma laser sperimentale “prestata” ai pretoriani per giocarci sulle teste di una città. D’altra parte il Pentagono di Trump di questo vive, sparare prima, chiedere poi.
Anche nell’operazione Maduro è stato usato, come ha vantato lo stesso presidente, un'”arma sonica” sperimentale che Trump ha chiamato “discombobulator” (degli effetti “disorientanti” non si sa molto, a parte che l’operazione avrebbe fatto 75-80 vittime fra Cubani e Venezuelani della scorta presidenziale).
E l’altra cosa che rimane è proprio questa, la segretezza come sistema, milizie mascherate, norme costituzionali sospese, organi di controllo all’oscuro, fondi neri, operazioni militari anche su suolo americano….
Per citare Gary Kasparov, lo scacchista russo esule sulla lista nera di Putin, uno che di regimi autocratici se ne intende: “Se pensate che negli Stati Uniti si stia costruendo un enorme gulag solo per gli immigrati clandestini, insieme a una forza paramilitare federale grande quanto i Marines, siete degli illusi. Adesso miliardi di dollari in contanti non contabilizzati provenienti dal petrolio venezuelano. Truppe d’assalto e campi di detenzione. Questa non è un’esercitazione.”
* da Facebook
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