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Francia. Némésis organizza agguati con i suoi alleati neonazisti

Dalla morte di Quentin Deranque, le attiviste di Némésis non hanno smesso di andare da una trasmissione all’altra per diffondere bugie spudorate e imporre una narrazione vittimistica: il loro amico “pacifista” sarebbe caduto in un’imboscata tesa dagli antifascisti. È letteralmente accaduto l’opposto. Il giornale l’Humanité fa definitivamente a pezzi la narrativa dell’estrema destra.

Il giornalista Thomas Lemahieu rivela oggi che le attiviste di Némésis e il loro cosiddetto servizio d’ordine organizzano azioni di volantinaggio o di affissione di adesivi come esca, al fine di tendere imboscate agli antifascisti.

Questi elementi confermano ciò che diciamo dall’inizio e corroborano le numerose testimonianze che abbiamo potuto raccogliere: il 12 febbraio i camerati neonazisti di Némésis non erano lì per “proteggere” le attiviste identitarie, ma per picchiare a sorpresa militanti di sinistra.

Il giornale spiega di aver avuto accesso a una conversazione sulla messaggeria criptata Telegram, tra i dirigenti del collettivo femonazionalista e membri del gruppo “Nazionalista-Rivoluzionario” Audace Lione, nuovo nome del gruppo Lione Popolare, sciolto nel 2025. Quest’ultimo si addestrava al combattimento per la “razza bianca”, e Quentin Deranque ne faceva parte. Tra gli aggressori del 12 febbraio, eravamo anche riusciti a identificare sulle immagini della rissa, in prima linea, Pol-Oscar Legris, uno dei leader del gruppuscolo.

Una conversazione avvenuta il 14 ottobre 2025, tra una dirigente di Némésis e Calixte Guy, dirigente di Audace Lione, svela il modo operativo criminale. Lei lo avverte di un’azione pubblica di Némésis. I due discutono sulla posizione più strategica per questa azione e Calixte Guy le risponde che “metterà su una squadra per acchiappare i gauchisti” (sinistroidi).

Più avanti nella conversazione, Némésis propone addirittura di fungere da esca durante un’altra azione: “Ma possiamo essere in due, tre ragazze a volantinare dove volete acchiapparli. Un po’ per fare da esca, e non rivendicheremo Némésis…”. Calixte Guy risponde che avrebbe passato in rassegna le sue truppe per trovare “tra 8 e 10 ragazzi” tra i membri di Audace Lione e della Section Karcher, un altro gruppo violento di estrema destra.

La somiglianza con il modo operativo del 12 febbraio è impressionante. Némésis crea disordini, ad esempio le provocazioni davanti alla conferenza di Rima Hassan, con lo scopo di tendere trappole per distruggere persone di sinistra. Le immagini lo mostrano, è proprio il gruppo di Quentin Deranque ad essere incappucciato e armato, mentre quello degli antifascisti è a volto scoperto, reagisce senz’armi, colto di sorpresa.

Poi, i responsabili di queste imboscate sono invitate nei media di Bolloré per vittimizzarsi. Un procedimento machiavellico, che ha portato alla morte di Quentin Deranque.

L’Humanité rivela anche che Calixte Guy è stato identificato dalla polizia come facente parte dei 25 squadristi che hanno organizzato un’irruzione a febbraio 2025 a Parigi, contro la proiezione di un film di Costa Gavras da parte dell’associazione curda Young Struggle.

Secondo gli inquirenti, avrebbe “sferrato colpi alla testa della vittima caduta a terra“. Colpi alla testa da terra che possono uccidere, i media lo hanno ripetuto molto in questi ultimi giorni. Durante quella serata, un militante antifascista e un sindacalista erano stati aggrediti con calci alla testa, colpi di casco da moto e cocci di bottiglia ed erano finiti gravemente feriti. Eppure ci ripetono in loop nelle trasmissioni tv che è l’estrema sinistra ad essere violenta mentre i nazisti sarebbero degli agnellini.

Nell’articolo, si apprende anche che sono state effettuate perquisizioni al domicilio del capo di Audace Lione. Nel suo appartamento, gli inquirenti hanno potuto mettere le mani su un arsenale di “13 coltelli, un’accetta, bombe lacrimogene, una mazza telescopica, una replica di pistola per l’airsoft“.

Inoltre, Calixte Guy è ancora in contatto con altre grandi figure dell’estrema destra violenta, come il neonazista Marc Cacqueray-Valmenier, leader degli Zouaves Paris e lacchè di Bolloré, così come Axel Lousteau, ex del GUD ed eletto del Rassemblement National, nonostante il loro controllo giudiziario impedisca loro di vedersi. Hanno in particolare scambiato “battute” antisemite.

Su uno Snapchat attraverso il quale alcuni degli indagati continuano a comunicare nonostante il divieto legato al loro stato in “controllo giudiziario”, alcuni parlano così del caso definendola la  “loro Shoah“. Prima di scoppiare a ridere immaginandosi di tatuare i loro numeri di procedimento giudiziario sugli avambracci…

Infine, bisogna sapere che il clan Guy gode di una grande reputazione all’interno dell’estrema destra lionese. StreetPress ha pubblicato un articolo su questa sinistra famiglia nel 2024: la madre, Blandine Guy Mathon, era nella lista del RN per le comunali di Lione nel 2020. Il fratello Victor ha partecipato alla campagna di Tiffany Joncour per le legislative del 2024.

È questa stessa Tiffany, deputata del Rassemblement National, che ha chiesto di classificare gli antifascisti come organizzazione terroristica all’Assemblea Nazionale la settimana scorsa. Tiffany Joncour è sposata con Maxime Gaucher, un altro militante neonazista e hooligan ultra violento.

I metodi di Némésis e dei gruppi nazisti erano noti a tutti. Organizzano in totale impunità da anni linciaggi e imboscate contro le minoranze e le persone presumibilmente di sinistra, sotto l’occhio benevolo delle autorità. La vernice sta screpolandosi. L’Humanité ha appena dato un nuovo calcio al formicaio e ha abbattuto il discorso vittimistico dell’estrema destra.

Alla luce di queste rivelazioni esplosive, è tempo di porre fine a questa oscena buffonata. Némésis è responsabile della morte di Quentin Deranque. Gli antifascisti lionesi caduti nella trappola e attaccati, che sono attualmente incarcerati a seguito di questa montatura, devono essere immediatamente liberati.

Némésis e i loro amici violenti, colpevoli di associazione a delinquere, di riunione finalizzata a commettere violenze e di tentato omicidio in banda organizzata e con armi, devono essere perseguiti. I media e i politici che hanno diffuso la narrativa dell’estrema destra devono rispondere delle loro azioni.

* da Contre Attaque

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