La guerra è il male peggiore che la politica possa produrre. Uccide, distrugge, getta le famiglie nel lutto. Annichilisce le infrastrutture, genera povertà, sacrifica gli innocenti e alimenta nuova violenza. Riduce la nostra capacità di affrontare le crisi e offusca qualsiasi prospettiva di sviluppo, democrazia e giustizia per l’Iran.
Netanyahu e i falchi di Washington puntano esplicitamente, attraverso retorica bellicista, sanzioni e minacce, a destabilizzare e indebolire il nostro Paese. Le tragedie del gennaio 2026 — come qualsiasi altra sofferenza — non possono in alcun modo giustificare la guerra, né l’imposizione di ulteriori dolori ai nostri connazionali, né la distruzione dell’Iran in qualsiasi forma.
Noi, iraniani di diversa appartenenza politica, ci opponiamo senza esitazioni a qualsiasi aggressione contro il nostro Paese. Siamo convinti che la soluzione — per quanto difficile da percorrere — si trovi all’interno dell’Iran stesso: nel cambiamento costruttivo, nel rinnovamento della società, nella trasformazione che viene dal basso. È questa la strada. Non la guerra.
Per questo chiediamo che si alzi una voce forte e unanime contro ogni logica bellicista. Di fronte a qualsiasi aggressione, saremo al fianco del nostro Paese. E invitiamo tutti i nostri concittadini — in particolare chi ha voce, visibilità e credibilità — a unirsi a questa opposizione con ancora maggiore determinazione.
Firmato da 353 tra politici, intellettuali e attivisti della società civile iraniana, provenienti da un ampio spettro di orientamenti politici.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
teristo
ho come l’impressione che questo appello non sarà ascoltato