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Tra le bombe, nominata la nuova “guida suprema”

Smentendo clamorosamente le dichiarazioni trionfalistiche di Tel Aviv, ieri, secondo cui l’intera “Assemblea degli esperti” sarebbe state annientata in un bombardamento a Qom, mentre sceglieva la nuova “guida suprema”, la stessa assemblea ha individuato in Mojtaba il successore. Evidentemente stavolta il Mossad è stato “depistato” e qualche suo terminale sarà in questo momento in cattive acque.

Smentita dell’ennesima “decapitazione” a parte, si tratta di una scelta forte soprattutto sul piano simbolico. Il che, trattandosi di una istituzione religiosa con ruolo “istituzionale”, ha grande rilevanza nel segnalare la continuità del sistema di governo anche nel pieno della guerra.

Mojtaba Hosseini, cinquantasei anni, è infatti il figlio secondogenito di Ali Khamenei. Nato a Mashhad nel 1969, aveva partecipato alla guerra contro l’Iraq dal 1987 al 1988 (quando Saddam, da alleato degli Stati Uniti, aveva provato a far cadere l’ancor giovane “repubblica islamica”.

Le fonti controllate dall’Arabia Saudita e dalla Cia, come l’agenzia Iran International con base a Londra, lo avevano indicato tra i più probabili successori già quando Khamenei aveva superato gli 80 anni. Negli ultimi giorni era stato ipotizzato che fosse stato ucciso o gravemente ferito assieme al padre.

Inutile dire che a questo punto diventa il primo obbiettivo dello Stato-killer votato al genocidio perenne…

Iraq: attacchi dei Pasdaran e blackout totale

Diverse esplosioni sono state udite ad Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo riferiscono fonti citate dall’agenzia iraniana Tasnim. I Pasdaran iraniani avevano annunciato attacchi contro «gruppi separatisti» curdi che gli Usa vorrebbe armare come “truppe di terra” contro l’Iran. Secondo le autorità del Paese, l’Iraq è stato colpito da un blackout totale.

Provocazioni israeliane nei paesi arabi del Golfo

Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA.“, dice il generale Maurizio Boni

«Smantellata a Teheran squadra mercenari armati da Usa e Israele»

«Una squadra terroristica, composta da mercenari armati dei nemici, Stati Uniti e Israele, è stata smantellata a Teheran», ha affermato oggi il ministero iraniano dell’Intelligence. «Questi mercenari avevano pianificato di eseguire gli ordini dei loro mandanti aggressori, ma sono stati identificati e arrestati», ha aggiunto il comunicato, citato da Tasnim. «Almeno 11 armi da guerra, un gran numero di proiettili e alcune valute estere sono state loro confiscate».

Gli esperti delle Nazioni Unite “profondamente turbati” dall’attacco alla scuola iraniana in cui sono morte 165 persone

Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha dichiarato di essere “profondamente turbato” dalla morte di bambini in quello che l’Iran ha descritto come un attacco israelo-americano a una scuola femminile nella città meridionale di Minab, avvenuto sabato, in cui hanno perso la vita almeno 165 persone.

Il Comitato è allarmato dalle segnalazioni di attacchi alle infrastrutture civili, tra cui scuole e ospedali, che hanno ferito e traumatizzato bambini e causato la morte di molte giovani persone“, ha affermato in una nota il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

I bambini devono essere protetti dalla guerra“, ha aggiunto il comitato, un organismo composto da 18 esperti indipendenti che monitora l’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia, che tutela il diritto dei bambini all’istruzione e li salvaguarda dalla violenza.

Le sirene suonano in Israele, la gente nei rifugi

Le sirene antiaeree hanno risuonato anche stamattina in tutta Israele, con la gente che si è precipitata nei rifugi, mentre i missili iraniani in arrivo innescavano forti esplosioni per i tentativi di intercettazione. Diverse località in tutto l’Iran sono state colpite e Teheran sta effettuando attacchi di rappresaglia in tutta la regione. 

The Economist: il consumo quotidiano di missili intercettori supera la produzione annuale Usa

La rivista britannica The Economist ha riferito che gli stati del Golfo utilizzano quotidianamente, o ogni due giorni, un numero di missili intercettori superiore a quello che gli Stati Uniti possono produrre annualmente.

La rivista afferma che questi paesi avrebbero potuto consumare circa 800 missili intercettori PAC-3 o THAAD in due giorni. Ha fatto notare che la Lockheed Martin produce circa 600 missili intercettori PAC-3 all’anno, 

Texas. Talarico vince le primarie “dem” e potrebbe rovesciare il voto di midterm

Il deputato statale James Talarico, 36 anni, ex insegnante di scuola media che si è costruito una reputazione nazionale unendo politica progressista e fede cristiana, ha vinto le primarie democratiche per il Senato degli Stati Uniti in Texas.

Da segnalare che anche l’altra candidata, Jasmine Crockett, appartiene all’ala “progressista”, a conferma del fatto che il vecchio establishment “dem” non ha più alcuna possibilità di tornare in sella neanche se Trum finisse sotto impeachment..

Le primarie repubblicane sono invece destinate a un duro ballottaggio tra il senatore in carica John Cornyn e il procuratore generale dello stato Ken Paxton, una figura chiacchierata per parecchie controversie legali e personali.

Gli strateghi di entrambi gli schieramenti riconoscono che un ballottaggio prolungato e duro potrebbe lasciare i repubblicani divisi in vista dell’autunno. Un colpo, eventualmente, per “l’armada” di Trump al Congresso, dove già ora mettere insieme una maggioranza è diventato complicato.

 In fiamme il consolato Usa a Dubai

Il consolato Usa a Dubai è stato colpito nella tarda notte di martedì 3 marzo da un presunto drone iraniano. I video geolocalizzati e verificati dalla Cnn mostrano una colonna di fumo nero che si alza sopra l’edificio del consolato, visibile da una distanza considerevole.

Stretto di Hormuz bloccato, gli Usa si propongono come “assicurazione a pagamento”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, minacciando di bloccare una delle rotte petrolifere più vitali del pianeta, attraverso la quale transita un quinto del greggio mondiale.

La risposta di Washington chiarisce quali siano “i valori” degli Usa: il presidente Donald Trump ha spiegato che le unità della Marina USA sono pronte a scortare le petroliere per garantire la continuità dei flussi energetici. Pagando una “polizza assicurativa” piuttosto consistente, ovvio…

Israele attacca il Libano… per occuparlo

Il Libano è diventato il secondo fronte critico di questa guerra totale. Hezbollah ha intensificato il lancio di razzi e droni contro Israele dopo che l’Idf aveva unilateralmente attaccato. “Avvisi urgenti” di evacuazione estesi a 16 località nel sud del Paese, costringendo la popolazione ad abbandonare le proprie case che saranno attaccate subito dopo.

Le bombe hanno colpito anche aree precedentemente risparmiate dal conflitto, inclusi edifici residenziali a Baalbek, Aramoun e Saadiyat, oltre a un hotel nel cuore di Beirut.

Il ministero della salute libanese ha riportato la morte di decine di civili, tra cui tre paramedici dell’OMS, mentre l’ONU stima che oltre 30.000 persone siano già state costrette ad abbandonare le proprie case.

Cacciatorpediniere Usa colpito da missili

Un cacciatorpediniere degli Stati Uniti che stava facendo rifornimento da una nave cisterna americana nell’Oceano Indiano, a circa 650 chilometri al largo delle coste del sud iraniano, è stato colpito da Qadr-360 e dai missili Talaeiyeh della Marina dell’IRGC, si legge nel comunicato dell’Irgc. Secondo i rapporti dell’intelligence, c’è stato un ampio incendio sui ponti delle due navi, inviando pennacchi di fumo nel cielo dell’oceano.

Tracollano le borse asiatiche

Il whatever it takes di Donald Trump è distruttivo. Alla riapertura delle borse, stamattina, le parole in libertà del tycoon – “la guerra durerà quanto necessario” – hanno messo in moto un’ondata di vendite travolgente, visto che le prospettive di crescita, già scarse, con una guerra prolungata nel cuore della produzione di petrolio diventano impossibili da realizzare. La borsa di Seul perde addirittura il 12%, che si aggiunge al -8% di lunedì, mentre quella di Tokyo lascia sul terreno un altro 3,6%. Più tranquilla la borsa di Shangai (-0,6%).

Il petrolio qualità Brent ha ora superato gli 84 dollari al barile. E va aggiunta anche la rivalutazione del dollaro di circa il 2% come conseguenza dell’azione “muscolare” Usa. Pesante le conseguenze per bollette e prezzo dei carburanti, i quali – entrando nella formazione del prezzo di tutte le merci – spingeranno immediatamente all’insu l’inflazione.

In aggiornamento

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