Nel documento finale del vertice dei Brics conclusosi in India – la Dichiarazione di Nuova Delhi – uno dei passaggi politicamente ma anche simbolicamente più rilevanti, è il richiamo alla Conferenza afro-asiatica di Bandung del 1955 che fu l’antesignano del Movimento dei Non Allineati.
La Dichiarazione di Delhi (New Delhi Declaration. Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability) fa esplicito riferimento ai principi di uguaglianza, indipendenza, non ingerenza e reciprocità, affermando che lo “spirito di Bandung” continua a costituire un riferimento per la costruzione di un sistema multilaterale più equo, inclusivo e rappresentativo.
Il richiamo alla conferenza di Bandung del 1955 si colloca dunque entro una rivendicazione dal valore storico e politico e non soltanto rievocativo quando si parla di Sud Globale.
La conferenza di Bandung rappresentò infatti il tentativo di sottrarre i paesi asiatici e africani alla necessità di collocarsi dentro uno dei due poli della Guerra fredda (USA e URSS), partecipando alla politica mondiale senza assumere come proprie categorie e priorità elaborate da altri.
Settant’anni dopo, la situazione è completamente diversa da allora, il sistema mondiale non è più caratterizzato dal bipolarismo USA/URSS ma neanche più dall’unipolarismo statunitense emerso vincente dalla fine della Guerra Fredda. Oggi molti degli Stati, relegati al ruolo di mere periferie produttive, oggi dispongono di risorse economiche, demografiche, tecnologiche e militari molto maggiori e intendono pesare nelle relazioni internazionali.
L’agenda dei BRICS guarda infatti ad una cooperazione sempre più integrata in settori avanzati come l’economia delle piattaforme, le tecnologie finanziarie e il commercio digitale.
La Dichiarazione di New Delhi ormai registra il consolidamento di un raggruppamento significativamente diverso da quello che nacque all’inizio del secolo come espressione delle principali economie emergenti.
I BRICS tendono oggi a configurarsi come uno dei poli nei quali sta prendendo forma la crescente domanda di rappresentanza politica, economica e culturale del Sud globale.
Le liberaldemocrazie occidentali e il mercato mondiale da queste egemonizzato è ormai una fotografia del passato. La contestazione dell’Occidente e il protagonismo che emerge dal Sud globale non rifiuta le istituzioni multilaterali (Onu, Wto, etc.) ma viene rimessa in discussione la gerarchia decisionale che ha retto finora il loro funzionamento.
E’ evidente come il primo passaggio di questa degerarchizzazione sia lo sganciamento dal monopolio dei pagamenti da parte degli USA e del dollaro. A tale scopo la BRICS Payment Task Force sta studiando l’interoperabilità dei sistemi di pagamento, messaggistica finanziaria, possibilità di aumentare l’utilizzo delle valute locali negli scambi e negli investimenti tra i paesi membri. Il testo approvato è ancora prudente e riconosce che non esiste una soluzione valida per tutti i paesi, ma l’obiettivo esplicitato è quello di pagamenti più rapidi, meno costosi, accessibili, trasparenti e sicuri, dunque non più sanzionabili da parte degli USA o della Ue. E gli effetti di questa tendenza sono già leggibili dal fallimento delle sanzioni occidentali adottate in questi anni ad esempio contro Russia e Iran.
Nella Dichiarazione di Delhi uno spazio rilevante viene trovato anche dall’intelligenza artificiale, considerata una grande opportunità per lo sviluppo economico e sociale, ma sottolineando la necessità di assicurare ai paesi del Sud globale un accesso più ampio alle risorse necessarie e una partecipazione alla governance internazionale dell’IA.
La questione investe direttamente quella che viene definita la “sovranità cognitiva”. La subalternità cognitiva comincia infatti quando una società interpreta sé stessa e il mondo attraverso delle categorie che sono state prodotte da altri, assumendole come universali. Per i Brics la trasformazione multipolare richiede anche la capacità di produrre categorie proprie, conformi alla propria esperienza storica e alle proprie esigenze. Chi controlla le infrastrutture computazionali, i dati, i modelli, gli standard e gli strumenti attraverso i quali viene prodotta e organizzata la conoscenza, dispone infatti di una risorsa strategica destinata a incidere direttamente sui rapporti di forza geopolitici ed economici a livello globale.
Tra i risultati collaterali del vertice di Brics relativi alle guerre in corso, si segnala l’incontro tra il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohamed bin Zayed e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a poche settimane dalla decisione gli Emirati Arabi Uniti di sospendere degli scambi commerciali e finanziari con Teheran. Il 19 agosto il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti aveva annunciato di aver sospeso tutte le transazioni commerciali e finanziarie con l’Iran fino a nuovo ordine.
Contemporaneamente Il Cremlino ha riferito che il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping hanno offerto la loro disponibilità per raggiungere una soluzione al conflitto in corso in corso. Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe “accolto positivamente” la loro disponibilità.
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