Menu

Romania. Tra ingovernabilità e ingerenze esterne, non russe ma statunitensi

I governi e le formazioni filo-unioneuropeiste non hanno consenso né vita facile in Romania. A maggio era stato sfiduciato il governo del leader liberale ed europeista Bolojan. Da allora il paese – alle prese con misure lacrime e sangue in nome dell’austerity imposta da Bruxelles – è diventato ingovernabile.

Anche il terzo incaricato dal presidente filo-Ue Nicusor Dan di formare un nuovo governo non è riuscito nel compito. Il parlamentare europeo Siegfried Mureșan, non ce l’ha fatta a superare lo scoglio parlamentare.

Il 30 settembre scorso, Mureșan si è presentato all’aula con un “programma orientato alle riforme”, sostenuto dal suo Partito Nazionale Liberale (Pnl) di centro-destra, dal partito Unione Salva la Romania (Usr) e dal partito della minoranza ungherese Udmr. Ma non ha ottenuto i 233 voti necessari per ottenere la fiducia, anzi non ci si è nemmeno avvicinato.

Anche questa volta il Partito Socialdemocratico, che lo scorso maggio aveva fatto cadere il governo guidato dal liberale Ilie Bolojan, non lo ha sostenuto.

L’oligarchia romena filo Bruxelles continua a sperare in una collaborazione tra il Partito Liberale e il Partito Socialdemocratico come possibilità per evitare le elezioni anticipate che, nonostante le ingerenze esterne – e qui viene il bello – vedrebbero lo schieramento filo-Ue e filo Nato in seria difficoltà. Al momento il prossimo appuntamento elettorale per le legislative sarebbe nel 2028.

I socialdemocratici, al contrario, hanno dichiarato di non escludere più la possibilità di formare un governo con l’Aur (il partito nazionalista e antieuropeista) che a sua volta non ha detto ‘no’ a una collaborazione con i socialdemocratici pur chiedendo a gran voce di tornare alle urne.

Il presidente Dan, uomo di Bruxelles, sa bene che l’Aur nei sondaggi viene dato al 40%, e vuole scongiurare per questo le elezioni anticipate.

Difficile però passare sotto silenzio il fatto che la Romania ha già attraversato una fase politica piuttosto turbolenta a cavallo tra il 2024 e il 2025, quando vennero annullate dalla Corte Costituzionale le elezioni presidenziali vinte dal nazionalista filo-russo Călin Georgescu per le “interferenze di Mosca nel voto”.

Il “secondo turno” aveva poi visto vincere un fronte europeista guidato dal sindaco di Bucarest Nicușor Dan ma, in questo caso, le “interferenze” sul voto erano state europee, ma la Corte Costituzionale era riuscita a vedere – anche se non a dimostrare – solo quelle russe.

Adesso però è venuto fuori un vero e proprio colpo di scena. Le interferenze esterne sulla vita politica della Romania ci sono state ma sono quelle statunitensi.

A scuotere il vespaio sono state le parole dell’ambasciatrice statunitense Kimberley Guilfoyle, confidate al ministro dell’Energia greco Stravros Papastavrou durante una cena. Riferendosi all’imminente crollo del governo rumeno, l’ambasciatrice avrebbe dichiarato: “Possiamo farlo succedere dove vogliamo, anche qui”. A riferire il particolare sono stati sono il Wall Street Journal e il Financial Times, ripresi in Italia da un interessante articolo di Alex Lung su Quotidianonazionale.it.

Secondo l’articolo l’incontro avvenuto a fine marzo tra Guilfoyle e il leader dei socialdemocratici rumeni Sorin Grindeanu, riportato dall’emittente pubblica Tvr, assume contorni cupi.

“Lo scoop ha portato il caos nel panorama politico già turbolento della Romania, dove ora il Partito nazionale liberale e gli europeisti dell’Usr pretendono spiegazioni dagli ex alleati” – scrive Lung – “Grindeanu ha respinto ogni accusa, sostenendo che il governo sia stato sfiduciato (simbolicamente) dai cittadini rumeni: “Bolojan non è stato cacciato né dagli americani, né dai russi”. A gettare acqua sul fuoco anche il corpo diplomatico statunitense a Bucarest, che ha dichiarato di avere piena fiducia nella democrazia rumena, sottolineando che l’unico diplomatico autorizzato ad esprimersi sui rapporti con la Romania è l’ambasciatore”.

Su questo scenario pesano anche fattori economici rilevanti.

Da una parte la Romania rischia di vedersi tagliare il rating sui prestiti e deve decidere un piano di tagli e austerity per ridurre il deficit di bilancio, il più grande all’interno dell’Unione europea. In tal senso, come fu per la Grecia, il paese viene pressato pesantemente da Bruxelles per adottare misure “lacrime e sangue”. Il paese è stato attraversato da manifestazioni e proteste popolari contro l’austerity.

Dall’altra, l’ambasciatrice USA Guilfoyle (esponente del mondo Maga, ndr) è una aperta sostenitrice di un Corridoio, cioè di un’infrastruttura strategica, che dovrebbe portare il gas naturale liquefatto statunitense dalla Grecia verso la Bulgaria, la Romania e l’Ucraina, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle forniture russe.

“Durante le sue visite nella regione” riporta Lung nel suo articolo – “l’ambasciatrice statunitense avrebbe spinto per la firma di contratti di fornitura a lungo termine e per l’inclusione nelle trattative di Christos Marafatsos, un consulente e lobbista della società greca Aktor”, la cui presenza costante al fianco della Guilfoyle ha sollevato dubbi e perplessità in molti ambienti romeni. Tra questi ci sarebbe anche il premier in crisi Bolojan, il quale pur non essendo contrario al Corridoio si era opposto all’acquisto di massicce quantità di gas liquefatto statunitense, puntando piuttosto sulle risorse di gas rumene presenti nel Mar Nero.

La Romania, il paese più grande e popoloso del quadrante sud est dell’Unione Europea, è dunque dentro una sorta di tempesta perfetta. Fino a ieri i mass media e i politici europeisti avevano sempre e solo indicato il dito (la Russia) come fonte di interferenze esterne sulla vita politica del paese. Adesso si scopre che in queste ingerenze c’è anche una Luna assai pesante (gli USA).

E la memoria storica ci rammenta che il “Grande Gioco” sui Corridoi energetici in questa regione è stato sempre pesantissimo e sanguinoso, in particolare nei Balcani.

 

 

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *