Menu

La guerra ibrida della NATO, spiegata candidamente da Rutte

Lo scorso mercoledì, 30 settembre, si è tenuto un evento organizzato dal canale Euronews, intitolato “Defence & Space Summit 2026”. All’iniziativa, svoltasi a Bruxelles, sono stati invitati a parlare anche importanti figure politiche (con posizioni non sempre coincidenti) quali Mark Rutte, gli ambasciatori USA presso la NATO e la UE, i capi dei governi bulgaro e lituano, rispettivamente Rumen Radev e Mindaugas Sinkevičius.

Era anche un po’ inevitabile che, in una fase che rappresenta un tornante storico come quella che viviamo oggi, ci fossero voci con opinioni e priorità differenti da mettere in evidenza. Il segretario della NATO ha messo in chiaro le proprie: dire il falso, sempre. Dopo aver rilanciato anche la necessità che la UE diventi un attore guerrafondaio e di destabilizzazione a livello mondiale.

Andiamo con ordine. Sull’ultimo tema, Rutte ha detto, parlando di Asia occidentale, che “l’Europa non è riuscita a neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran. […] Tra dieci anni potremo e dovremo farlo. Non dovrebbero essere gli americani a occuparsene“, e lo stesso, a suo avviso, vale per gli Houthi.

Ricordiamo che il “problema” nucleare iraniano non esisteva, fintanto che gli USA non si sono sfilati dall’accordo siglato da Obama nel 2015 e le capitali europee hanno votato per reintrodurre le sanzioni all’Iran, nonostante Teheran abbia sempre rispettato i termini dell’accordo, insieme alle altre potenze occidentali.

E tuttavia, Rutte ha parlato dell’importanza che il Vecchio Continente sia in grado, nell’arco di una decina d’anni, di impelagarsi in un’iniziativa di avventurismo bellico come quella che già ora ha messo in scacco gli Stati Uniti. Uno statista coi controfiocchi, insomma…

Tra gli argomenti principali su cui è intervenuto c’è stato il momento dedicato dedicato alla “guerra ibrida”. Quella pratica che da più parti – anche dalla “sinistra” compatibilista e imperiale – viene indicata come la principale minaccia per le “democrazie” europee è stata collegata dal politico olandese, com’era facile aspettarsi, alla Russia.

Purtroppo per lui, ancora una volta, ne è uscito come una figura macchiettistica, inadeguata… ma soprattutto bugiarda e pericolosa per la pace. I giornalisti lì presenti, in una intervista congiunta con Sinkevičius, hanno posto alcune semplici domande, di fronte alle quali i veri agenti della disinformazione sono risultati essere non i bot russi, ma i vertici delle istituzioni occidentali.

Dopo settimane di fantomatici piani d’attacco del Cremlino contro Italia, Francia e Spagna, esercitazioni volte non a preparare la difesa di territori UE o NATO, ma a colpire Kaliningrad – ovvero un’exclave internazionalmente riconosciuta come russa fin dal 1945 – dopo l’accusa senza prove da parte dell’Estonia di un sabotaggio ordito da Mosca a una fabbrica di droni, ora i due politici si sono ritrovati a dover parlare dei fatti.

“Esistono prove concrete, reali, che dimostrino che i servizi di intelligence hanno fornito informazioni che indicano che la Russia si sta preparando a qualcosa?“. Il primo ministro lituano ha risposto con semplicità: “in realtà, no“.

Di cosa si sta parlando, allora, quando tutti i media mainstream continuano a lanciare l’allarme sull’imminente minaccia russa?

Stanno praticando la “guerra ibrida”, ma quella della NATO. “Avete sentito il Comandante Supremo alleato dire: ‘Quando possibile, quando siete sicuri che si tratti dei russi – o quasi sicuri che si tratti dei russi – attribuite la responsabilità ai russi, esattamente come ha fatto l’Estonia’. Lo apprezzo“, ha dichiarato Rutte.

Insomma, ogni volta che potete mettete in giro informazioni non verificate riguardo al fatto che ogni problema che emerge tra Lisbona e il Volga è colpa di Putin. Proprio come ha fatto l’Estonia con la fabbrica di droni.

È un atteggiamento che favorisce evidentemente la disinformazione, ma è disinformazione “democratica”, nel modo di pensare dell’alleanza atlantica. Quindi va bene.

Detto da un politico che è tra i più fermi sostenitori della UE come “faro di civiltà”, con Bruxelles che ha addirittura varato un “Ministero della Verità” union-europeista, tutto ciò dimostra solo una cosa: i sistemi politici occidentali sono ormai “democrature”, in cui il dissenso è un crimine e l’unica libertà di pensiero concessa è quella guerrafondaia.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *