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Paraguay. Il popolo in piazza, arrestato il presidente della Repubblica

Il Presidente di destra del Paraguay, Gustavo Peña, si è dimesso ed è stato posto agli arresti domiciliari per l’enorme pressione del popolo sceso in piazza da giorni. Giovedi notte una enorme marcia popolare si era diretta verso il palazzo del Congresso esigendone le dimissioni.

Mentre nella notte tra venerdi e sabato centinaia di persone si erano radunate di fronte alla casa dell’ormai ex presidente Santiago Peña per chiedere il suo trasferimento in carcere e manifestare il loro disaccordo con la decisione della giustizia di concedergli gli arresti domiciliari. Ci sono stati scontri tra i manifestanti e il cordone di agenti posto a guardia della casa dell’ex presidente

A un certo punto si era diffusa la voce di una sua fuga in Argentina, così come aveva fatto il candidato presidenziale brasiliano sconfitto, Flavio Bolsonaro che si è poi rifugiato a Miami. Una via di fuga non improbabile visto che un video che sta circolando in rete, il presidente argentino Milei, intervenendo al parlamento paraguayano, aveva affermato che “Il Paraguay è l’esempio di ciò che bisogna fare in materia economica, per il mio paese e per l’America Latina”.

Gustavo Peña, oltre che presidente in fuga del Paraguay, era anche azionista della “Ueno Bank”, il maggiore istituto di credito del paese bloccato dalla Banca Centrale per insolvenza e che ha provocato il fatto che i clienti si sono trovati impossibilitati ad usare i conti, inclusi gli accrediti degli stipendi. E non è detto che riescano a recuperarli perché se è previsto l’impiego di un fondo pubblico di salvaguardia, non è detto che questo abbia a disposizione tutta la liquidità necessaria per farlo.

Il potere al momento è stato è ora nelle mani dl vicepresidente Pedro Alliana, che ha assunto venerdì la presidenza del Paraguay e dovrebbe tenerla per il restante anno e i nove mesi del mandato 2023-2028.

Il centro della capitale, Asunción, è diventato l’epicentro dei festeggiamenti dopo che il Senato ha votato all’unanimità per la rimozione di Peña dalla carica di Presidente della Repubblica.

La decisione del Senato ha posto fine a giorni di fortissima tensione sociale istituzionale, privando l’ex presidente dell’immunità d’ufficio per il suo coinvolgimento nello schema di appropriazione indebita della Ueno Bank SA.

I paraguayani hanno mantenuto la mobilitazione sin da martedì scorso, giorno in cui è iniziata la procedura di risoluzione della crisi della Ueno Bank e i conti bancari dei cittadini sono stati bloccati.

Con cartelli che chiedevano la fine dell’impunità, migliaia di persone hanno mantenuto una mobilitazione costante e non hanno esitato a processare politicamente Santiago Peña.

Per i lavoratori, che hanno vissuto in prima persona la chiusura improvvisa dei propri conti bancari e il timore di perdere i fondi dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (IPS), le dimissioni del presidente rappresentano un primo sollievo e un monito a chiunque a non toccare il denaro pubblico.

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