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Saronno. In piazza contro gli abusi polizieschi sugli immigrati

Ieri a Saronno, provincia di Varese, si è svolto un presidio in piazza contro il razzismo e le violenze poliziesche, indetto da un gruppo di antirazzisti in seguito al pestaggio di Talla, un immigrato senegalese, da parte degli agenti della Polizia Locale. L’uomo era stato sorpreso lo scorso marzo dagli agenti a vendere abusivamente in piazza Saragat e in piazza Libertà a Saronno. La sua vicenda era stata denunciata e documentata dal programma televisivo “Le Iene”, ma dall’episodio gli agenti della polizia locale non sono stati neanche sospesi cautelativamente dal servizio.

Nel video delle Iene viene riportata anche la testimonianza del dottore Luigi Leotta che ha visitato Talla, e secondo il quale il ragazzo senegalese aveva colpi su diverse parti del corpo che non si sarebbe provocato da solo. Inoltre, c’è la testimonianza di un un altro immigrato, che ha lavorato come uomo delle pulizie nella caserma dei Vigili, il quale afferma di avere sentito più volte urla e colpi a danni di stranieri e che qualcuno sarebbe stato chiamato, in diversi casi, a pulire del sangue sul pavimento della caserma. Il link per vedere il servizio delle Iene è comunque disponibile su:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/219494/pelazza-picchiato-dai-vigili.html

Un clima pesante dunque che non certo sorprendere che Varese e il varesotto sono praticamente l’unica zona d’Italia in cui sono decollate le “ronde”, mentre in tutto il resto del paese il progetto che tanto aveva esaltato leghisti e fascisti si è risolto praticamente con un fiasco.

Il presidio di ieri è stato partecipato principalmente da molti saronnesi (italiani e immigrati), ma anche da diverse persone provenienti dalle altre zone della provincia. La Polizia Locale si è allontanata all’arrivo dei manifestanti ed anche la stazione mobile dei Carabinieri si è tenuta fuori dalla piazza del presidio. Gli interventi al microfono non si sono limitati all’episodio successo a Saronno ma hanno spaziato dalla denuncia per i molti morti per mano della polizia nelle carceri, nelle caserme e per strada, alla guerra in Libia, ai Cie, al pacchetto sicurezza, allo sfruttamento brutale degli immigrati. Inoltre si è voluto ribadire più volte che non si tratta affatto di episodio isolato, di un singolo gesto di violenza perpetrato da un gruppo di “mele marce”, bensì di un comportamento generalizzato e quotidiano delle forze dell’ordine, le cui violenze sono rese possibili anche dall’indifferenza e dal silenzio dei più. Al microfono sono intervenuti anche ragazzi senegalesi amici di Talla, che hanno partecipato, insieme a molti altri immigrati, per dare solidarietà a Talla. Molti di loro si sono resi disponibili a continuare il percorso per far si che certe violenze non avvengano più e che comunque non passino più sotto silenzio.

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