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Uno sciopero generale “indesiderato”

Il governo Monti vorrebbe fare il bis. A dicembre si vantò in un vertice dell’Unione Europea di aver fatto approvare la peggiore controriforma delle pensioni in Europa con “solo tre ore di sciopero”. Al vertice di Bruxelles di fine giugno vorrebbe arrivare con l’approvazione della controriforma sul lavoro peggiore di Europa senza neanche un’ora di sciopero che vi si opponga. Una volta incassata la complicità di Cgil Cisl Uil, il governo Monti manda avanti i suoi apparati collaterali. La Commissione di Garanzia sui conflitti di lavoro e gli scioperi ha infatti approvato una delibera che invita le organizzazioni sindacali a non effettuare scioperi nazionali per tutto il mese di giugno. Per tale invito la Commissione utilizza il pretesto del sisma in Emilia Romagna. L’USB e il sindacalismo di base, fanno sapere che hanno dichiarato lo sciopero generale del 22 giugno escludendo tale regione e pertanto qualsiasi ulteriore impedimento dell’esercizio del diritto di sciopero sarebbe immotivato, illegale, incostituzionale e strumentale.

D’altra parte quella della Commissione non è una ordinanza, ma esclusivamente un invito che è stato immediatamente respinto al mittente e che è finalizzato a non disturbare i manovratori Fornero/Monti mentre stanno per portare a casa l’approvazione della Controriforma del Lavoro con il voto favorevole di PD, PDL e UDC. Alla luce di queste novità –fanno sapere dall’Usb – risulta ancora più chiaro che lo sciopero generale del 22 giugno contro le misure economiche, sociali e sul lavoro del governo Monti, che mostra ormai visibili segni di crisi, comincia a preoccupare più di qualcuno e che vanno quindi moltiplicati gli sforzi per renderlo ancor più efficace. “Che le politiche del governo fossero al servizio degli interessi dei banchieri e poteri forti lo sappiamo e lo sosteniamo da tempo – sottolinea Fabrizio Tomaselli dell’esecutivo nazionale Usb- ora è giunto il momento di reagire. Contro questo attacco, USB, con altre forze del sindacalismo conflittuale, chiama tutti e tutte a scioperare e scendere in piazza il 22 giugno, per dire al governo Monti, usando un linguaggio che a questo esecutivo dovrebbe risultare familiare, il vostro rating lo abbassiamo noi: come si dice alla Moody’s, ormai siete “C” chiosa perentorio Tomaselli. Confermate intanto le manifestazioni già indette in tutta Italia per domani 8 giugno e sabato 9 giugno, fra cui il presidio di venerdì 8 a Roma, alle ore 16.00 in piazza di Montecitorio, ed il presidio a sorpresa di Sabato 9 a Milano. Venerdi si terranno manifestazioni contro la legge Fornero in diverse città: da Firenze a Pisa, Genova, Napoli, Torino, Bologna e persino a Modena devastata dal terremoto.

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