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Gli “affari” della Provincia di Roma

Della vicenda ci siamo già occupati nei mesi scorsi. Una puntata di Report e nuova documentazione confermano come “l’operazione Torrino”, ossia la nuova sede unica della Provincia di Roma, ponga parecchie domande e richieda altrettante risposte. E’ curioso che due castigatori della mala spesa pubblica come Rizzo e Stella finora abbiano finora guardato altrove (per la verità lo hanno fatto anche sui costi degli F 35).
La vicenda è invece significativa del come l’incontro tra interessi privati (i costruttori/proprietari dei terreni) e gli interessi collettivi si riveli sempre favorevole ai primi e negativa per i secondi. In termini economici sicuramente, ma anche in termini di utilità e funzionalità dei servizi pubblici. Una storia emblematica della gerarchia di interessi a Roma, un’area metropolitana dove sono ancora la rendita speculativa e i costruttori (ed ora anche le multinazionali aderenti all’Ibac (International Businness Advisory Council) a fare e disfare la città, ma soprattutto a fare soldi, tanti, tantissimi soldi. Lo stesso PD romano e i suoi alleati non sembrano affatto capaci di liberarsi da questi “demoni” che con il “modello Roma” di Veltroni si sono rafforzati moltissimo nella struttura decisionale sulle sorti di Roma. Un demone che incombe pesantemente anche sulle prossime elezioni comunali.

L’operazione Torrino – questo è il nome del comprensorio nel quale i Parnasi hanno costruito di tutto e di più – viene avviata dal Presidente della Provincia Gasbarra (PD) e poi portata in porto dal nuovo Presidente Zingaretti (PD, oggi presidente della Regione Lazio). Ma è una operazione a doppia faccia: da un lato l’acquisto del grattacielo dei Parnasi per 263 milioni di euro, dall’altro la messa in vendita degli immobili di pregio della Provincia nel centro di Roma (in zone come piazza del Popolo, San Lorenzo in Lucina, via delle Tre Cannelle, piazza Belli a Trastevere etc) attraverso un fondo gestito dalla Bnp-Paribas.

A consuntivo si può affermare tranquillamente questo: svendita di immobili di pregio nel centro storico, acquisto oneroso di un grande edificio privato nella estrema periferia, aumento dei disagi e dei costi per i lavoratori e per gli utenti. Una domanda emerge legittima. Ma a chi giova? Per ora solo ai Parnasi, costruttori rampanti ed emergenti in aperta competizione con il primus inter pares dei palazzinari romani: Caltagirone. Quest’ultimo ha dato fuoco alle polveri scatenando il suo giornale Il Messaggero – il principale quotidiano della Capitale – contro le speciali relazioni dei Parnasi con il Pd e i suoi alleati. Siamo così di fronte ad una vicenda emblematica del clima a Roma alla vigilia delle elezioni per il nuovo sindaco. Ma la nostra inchiesta sull’operazione Torrino si è andata arricchendo di nuovi particolari.

Qui di seguito il servizio di Report:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-83f2d6d7-b8a9-46d5-8faf-c711f8ef715e.html#p=  Per vedere la parte dedicata al Torrino avviare il video e spostarlo direttamente ad 1 ora e 19 minuti.

Nella parte che segue, invece, viene ricostruito l’iter amministrativo con cui la Provincia di Roma ha costruito l’operazione Torrino-Parnasi.

La Provincia di Roma decide di razionalizzare e valorizzare il suo patrimonio immobiliare, nasce così l’idea di dotare l’Amministrazione di una sede unica.

Nel 2005 l’advisor “Risorse per Roma” compie uno studio di fattibilità ed individua come miglior locazione la zona Eur Castellaccio, dove la società Europarco Srl dovrebbe costruire una serie di uffici ed un centro commerciale.

La finanziaria del 2006 pone dei vincoli per l’acquisto di immobili per le Amministrazioni pubbliche, viene così richiesto un parere all’ AVCP per una procedura di locazione di immobile con opzione di acquisto di cosa futura.

L’AVCP risponde che l’acquisto di cosa futura, da parte delle Amministrazioni pubbliche, deve avere carattere di eccezionalità e deve essere adeguamente motivato il suo ricorso, elenca inoltre una serie di parametri e procedure da tenere in considerazione.

Viene comunque richiesta un’offerta ad Europarco Srl, che viene protocollata il 17/07/2007 l per 2 costruendo immobili ad uso ufficio uno di 59.753 mq di cui 21.600 interrati ed uno di 27.776 mq di cui 14.680 interrati.

Con la delibera 200 del 03/08/2007 viene accettata l’offerta limitatamente all’edificio sub 1 e l’Amministrazione si riserva di comunicare entro 3 mesi la necessità di disporre di altri 19.436 mq per le esigenze degli uffici periferici del Ministero della pubblica Istruzione e di esercitare entro il 31/10/2008 il diritto di opzione di acquisto.

Il 17/10/2007 il Ministero della Pubblica Istruzione manifesta la volontà di non trasferire gli uffici nel costruendo immobile.

Il 19/10/2007 viene comunicato ad Europarco Srl la rinuncia alla locazione del secondo immobile.

Il 16 gennaio 2008 viene stipulato un contratto preliminare di locazione tra l’Amministrazione Provinciale e la società Europarco

Con raccomandata del 05/06/2008 prot. 117/DG-O la società Europarco Srl chiede all’Amministrazione il consenso alla cessione dell’area del costruendo immobile al Fondo Immobiliare denominato “Upside” gestito da BNL Fondi Immobiliari assicurando il rispetto di ogni obbligazione precedentemente assunta anche da parte del fondo e chiede che venga spostato dal 31/10/2008 a 28/02/2009 il termine per il diritto all’opzione di acquisto.

P.A. gestore del fondo “upside” dichiara la propria disponibilità a sottoscrive con la Provincia ed Europarco un atto in cui venga confermato che le obbligazioni assunte saranno rispettate. Inoltre sempre in allegato alla raccomandata viene presentata una nota della Banca Aareal Bank AG in cui si conferma la disponibilità ad assistere finanziariamente il fondo.

Con Delibera 496/11 la Giunta si dichiara favorevole a condizione che restino invariati tutti i presupposti contenuti nella precedente delibera 200 del 03/08/2007

Con DD 4066/del 27/06/2008 si esprime il consenso all’integrazione e si autorizza la stipula di un atto integrativo tra Amministrazione, Europarco e BNL per la cessione dell’area al fondo “Upside”

Il 08/10/2008 viene stipulata l’integrazione del contratto per il subentro di BNL Fondi immobiliari, il contratto di locazione prevede un canone annuo di 18.442.242,00 IVA inclusa da pagare in 4 rate trimestrali e la consegna dell’immobile entro 30 mesi dal rilascio del permesso di costruire, ed il prezzo di un eventuale acquisto, da esercitare entro il 28/02/2009, è di euro 263.460.600,00.

Con la deliberazione del Consiglio Provinciale n.37 del 30/07/2009 è stato esercitato il diritto di opzione di acquisto. In data 25/10/2010 viene stipulato il contratto preliminare di compravendita di cosa futura tra l’Amministrazione Provinciale e la BNP Paribas REIM SGR S.p.A. (già BNL Fondi Immobiliari SGR S.p.A. e la società Europarco Srl in qualità di obbligato solidale in esecuzione della D.G. 807/38 del 06/10/2010, dove si stabilisce che comunque l’immobile dovrà essere consegnato non oltre il 31 dicembre 2012.

Intenzionata a dismettere il proprio patrimonio immobiliare per pagare la nuova sede l’Amministrazione decide, tramite gara pubblica per il conferimento ad un esperto indipendente, di aggiornare le stime degli immobili di proprietà e di quantificare il reale costo della “sede unica”. L’incarico di esperto indipendente viene affidato al RTI Patrigest S.p.A. – Abaco servizi Srl in data 04/05/2011.

Con deliberazione n.49 del 28/11/2011 il Consiglio Provinciale autorizza i competenti uffici dell’Ente all’avvio delle procedure per l’alienazione e/o valorizzazione dei beni immobili indicati nella stessa delibera.

Con delibera 98-15 del 11/04/2012 la Giunta Provinciale stabilisce di procedere alla costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, non speculativo, ex art.12 bis e 15 del D.M. 24 maggio 1999 n.228.

In attuazione delle deliberazioni, con determinazione R.U. 3619 del 05/06/2012 viene avviata una procedura di gara per la selezione di una società di Gestione Risparmio per la costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, non speculativo, ex art.12 bis e 15 del D.M. 24 maggio 1999 n.228, cui conferire i beni immobiliari e cedere il contratto preliminare di acquisto della Sede Unica, con obbligo del Fondo di trasferire la proprietà della Sede alla Provincia di Roma in qualunque momento in cui se ne faccia richiesta.

Con determinazione RU 7312 in data 07/11/2012 viene aggiudicata la gara alla SGR BNP Paribas SGR S.p.A. a seguito di verifica del possesso da parte dell’impresa aggiudicataria dei requisiti prescritti dell’art.38 e dall’art.11 del D.Lgs 163/2006.

Con Deliberazione del Consiglio Provinciale n.35 del 22/10/2012 è stato integrato l’elenco degli immobili da dismettere di cui alla precedente deliberazione del C.P. n.49/ 2011.

Con determinazione R.U 8879 del 20/12/2012 viene autorizzata la costituzione del fondo immobiliare.

Con determinazione R.U. 8941 del 24/12/2012 vengono sottoscritti i contratti di locazione per due degli immobili confluiti nel fondo, considerato che l’Amministrazione continuerà ad utilizzarli verrà un canone di locazione a BNP Paribas S.p.A. di euro 3.267.000,00 + IVA

Che in data 27/12/2012 presso il notaio Roberta Mori di Roma sono stati stipulati gli atti notarili di conferimento al fondo e che alcuni immobili vincoli ex D.Lgs 42/2004 sono stati apportati al fondo immobiliare Provincia di Roma, repertorio 24278 raccolta 8627.

Che in data 01/03/2013 secondo l’Amministrazione Provinciale, nei termini di legge,non risulta essere stato esercitato, da parte degli Enti di cui agli art. 60 e ss. del citato D.Lgs.42/2004, il diritto di prelazione previsto dalla citata normativa, in relazione ai beni apportati mediante l’atto notarile di conferimento, Repertorio 24278 Raccolta 8627, che è avvenuto l’avveramento della condizione sospensiva e si autorizza la stipula dell’atto notarile.

Infine, nel Pdf allegato qui sotto, c’è un dossier ancora più dettagliato sulla vicenda della sede unica dela Provincia di Roma al Torrino realizzato dall’Unione Sindacale di Base della Provincia.

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