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Milano. Assolti i lavoratori ex Alfa Romeo per un picchetto di sette anni fa

Sono stati assolti con formula piena «per non aver commesso il fatto» i lavoratori dell’ex Alfa Romeo in cassa integrazione. La terza sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Milano ha assolto 29 ex cassintegrati della Fiat che in precedenza erano stati condannati a due mesi di carcere per «violenza privata» dal Tribunale di Rho.

Secondo i magistrati della Corte d’Appello i 29 lavoratori denunciati dall’Abp, proprietaria dell’ex area industriale dell’Alfa di Arese, per aver bloccato e impedito l’accesso ai camion e alle persone, non hanno commesso alcun reato. I fatti risalgono al 4 aprile 2007. In quei giorni i cassintegrati dell’Alfa di Arese e alcuni operai della Rina, società di servizi che si era insediata nell’area di proprietà della Abp, protestavano davanti alla portineria Est per chiedere il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti nel 2003.
“Gli americani proprietari dell’area e le aziende che si insediavano nell’area industriale avevano l’obbligo in base agli accordi sindacali di assumere i cassintegrati Fiat – ricorda Corrado Delle Donne, rappresentante dello Slai Cobas – ma tutti facevano i loro affari e nessuno voleva adempiere agli obblighi occupazionali”.

Il tribunale di Rho – competente per l’area di Arese- in primo grado aveva condannato i lavoratori. Molti dei lavoratori assolti, nel 2009 vennero assunti dall’Innova Service e oggi sono ancora in lotta, per chiedere il rispetto della sentenza della Corte d’Appello che 10 mesi fa ordinò il reintegro al posto di lavoro e il pagamento degli stipendi arretrati. Il prossimo16 luglio davanti al giudice di pace di Rho. Si terrà invece il 16 luglio la prossima udienza del procedimento penale contro un paramilitare addetto alla sicurezza della portineria Est dell’area ex Alfa Romeo di Arese, accusato di aver aggredito nell’aprile del 2007 quattro delegati dello Slai Cobas. 

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