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Confindustria “stupita”. L’accordo sulla rappresentanza ha “buchi legali”

Rappresentanza sindacale: a Torino il giudice accoglie un ricorso di USB e sospende le elezioni delle RSU. La Confindustria esprime “stupore”.  USB invece esprime sdegno nei confronti di un accordo antidemocratico

Mentre Camusso, Bonanni ed Angeletti incontrano il ministro Poletti per chiedergli aiuto sull’applicazione del famigerato e incostituzionale accordo del 10 gennaio con il quale si vorrebbe stabilire il definitivo monopolio sindacale di Cgil, Cisl e Uil, la Confindustria, che insieme a queste sigle ha firmato quell’accordo, esprime “stupore” per l’accoglimento del ricorso presentato da USB da parte di un giudice di Torino che ha sospeso le elezioni delle RSU nella società U-SHIN ITALIA (ex Valeo di Torino).

Il giudice ha sospeso le elezioni “…in quanto lo svolgimento delle elezioni con l’esclusione della lista USB Lavoro Privato comporterebbe un pregiudizio grave e non altrimenti riparabile…” e vedrà le parti nei prossimi giorni.

USB è invece esterrefatta per la sfrontatezza di Cgil, Cisl e Uil che pur sapendo che l’accordo del 10 gennaio è manifestamente antidemocratico, discriminatorio e contrasta apertamente con l’ultima sentenza della Corte Costituzionale su questo tema, cercano l’ala protettrice del Governo per facilitare la sua applicazione.

La Confindustria, vera vincitrice in quell’Accordo dello scorso Gennaio, esprime stupore perché un giudice non ha fatto altro che sospendere le elezioni per vederci chiaro.

USB non esprime stupore, ma sdegno e sconcerto per il fatto che il Governo e soprattutto il Parlamento non sentano il bisogno di intervenire con una vera legge sulla rappresentanza sui posti di lavoro per costruire regole certe e democratiche e che si affidino invece a Cgil, Cisl, Uil e Confindustria che hanno prodotto un “accordo” in aperto contrasto con la Costituzione e con la sentenza della Corte Costituzionale.

I lavoratori stanno però rapidamente prendendo coscienza del clima autoritario e antidemocratico che si sta creando sui posti di lavoro e in numero sempre maggiore sono sempre più coscienti che sia indispensabile costruire un’alternativa sindacale democratica, conflittuale ed indipendente a questi sindacati.

3 luglio 2014
Unione Sindacale di Base

 

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