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Bologna, chiusura improvvisa alla Sda: “Per strada 400 lavoratori”

Protesta dei facchini della Sda sotto la Prefettura di Bologna, dopo che lo stabilimento di Sala Bolognese “da tre giorni è  stato serrato buttando 400 lavoratori in mezzo alla strada. L’incontro con la Prefettura, avuto questa mattina, non ha portato fino ad ora a nessun risultato concreto. La Sda e Poste Italiane, contattate telefonicamente dalla Prefettura, hanno infatti ribadito la volontà di continuare nella serrata”, spiega l’Usb Lavoro privato con un comunicato stampa. Dopo diverse ore di presidio, i facchini hanno ottenuto un nuovo incontro per lunedì, a cui parteciperà anche la Sda: i lavoratori “hanno così deciso di interrompere il presidio per riprenderlo lunedì 4 maggio alle ore 10. Ricordiamo che lo stabilimento di sala Bolognese è stato chiuso senza alcun preavviso e in modo totalmente illegale, già da martedì scorso e 400 lavoratori si sono così trovati in mezzo ad una strada”.

Sempre dal comunicato: “Nessuno conosce le vere intenzioni di Sda e Poste Italiane in merito al futuro dell’hub bolognese e sul destino dei lavoratori. Ad oggi l’unica istituzione del territorio che si è interessata della vicenda è la Prefettura che è stata coinvolta dal presidio odierno dei lavoratori Usb. Un silenzio inaccettabile che ci auguriamo abbia termine perché 400 posti di lavoro in meno nel nostro territorio non sono una sciocchezza ed il fatto che siano messi a rischio dal comportamento di un soggetto di natura pubblica come Poste Italiane rende la situazione ancora più grave. Chiediamo la riapertura dell’hub con tutti i lavoratori. Per questo lunedì alle ore 10 riprenderà il presidio a cui invitiamo tutti a partecipare”.

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