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Ricerca. Ispra vicina alla bancarotta, mobilitazione dei dipendenti

Mentre il Senato sta votando la legge di Istituzione del Sistema Nazionale Protezione Ambiente, che “riconosce all’ISPRA un importante ruolo di coordinamento delle ARPA per garantire al Paese omogeneità di intervento nel campo dei controlli ambientali”, il funzionamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale è ancora una volta in serio rischio, il più grave vissuto negli otto anni dalla sua istituzione, che lo avvicina alla bancarotta.

Le prime vittime del collasso dell’ISPRA saranno i ricercatori precari, gli stessi che lavorano per i report annuali della contaminazione dei pesticidi nelle acque, sulle prime pagine dei giornali in questi giorni, come anche sul registro delle emissioni, sui monitoraggi, fino alle emergenze ambientali.

Per contrastare una fine ormai vicina, l’USB rilancia la mobilitazione, che vedrà i precari insieme ai colleghi di ruolo opporsi ai licenziamenti, alla dismissione dell’Istituto e delle sue funzioni.

Si comincia il 15 maggio, con la partecipazione dell’USB ISPRA alla “Nuit Debout” della Ricerca Pubblica, insieme ai precari di ISTAT, ENEA, ISS, ISFOL, sotto la sede della Funzione Pubblica.

Dal 16 maggio l’USB ISPRA sarà in presidio sotto il ministero dell’Ambiente.

“All’allarme sul bilancio mosso dai revisori dei conti dell’ISPRA si aggiunge l’attacco complessivo agli Enti Pubblici di Ricerca voluto dalla ministra Giannini”, spiega Nicola Lugeri, dell’Esecutivo di USB P.I. Ricerca. “La nostra azione – prosegue il sindacalista – continuerà nei prossimi giorni e settimane. Lunedì 16 andremo dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al quale chiederemo di riconoscere finalmente il lavoro svolto dal personale dell’ISPRA per conto del suo ministero, e ci rimarremo fino a quando sarà necessario”.

“Se il ministro Galletti si adoperasse per un incremento del contributo ordinario dell’ISPRA, anche attraverso atti convenzionali con lo stesso ministero, anziché dirottare fiumi di denaro alla società privata Sogesid potrebbe risparmiarsi di pagare di sua tasca il risarcimento milionario che i precari incasseranno in virtù del ricorso promosso contro l’ISPRA, per abuso del lavoro con contratti di lavoro a tempo determinato, come da Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 5072, del 15 marzo 2016. Invitiamo dunque Galletti a prender spunto dal Presidente della Repubblica, che recentemente ha stabilizzato i precari del Quirinale”, conclude Lugeri.

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