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Bologna, nuove denunce contro AsiaUsb

Nella città bolognese l’USB si trova di nuovo sotto l’occhio del mirino della questura, è notizia di oggi di 14 denunce arrivate a danno di alcuni attivisti di ASIA USB dopo che solo qualche settimana fa erano stati notificati 9 decreti penali di condanna ai militanti e attivisti organizzati in un corteo dopo l’omicidio del delegato sindacale Abd Elsalam lo scorso settembre.

Le denunce sono relative ad un’intensa giornata di lotta che ha visto impegnata l’ASIA-USB di Bologna nell’occupazione del tetto di Palazzo d’Accursio, sede del Comune cittadino, in difesa dell’occupazione delle case occupate Mandela di via Irnerio 13.

In quell’occasione Asia-Usb e le famiglie di Via Irnerio, avevano occupato il tetto del Comune per tutta la notte fino alla mattinata contro la decisione di sgomberare l’occupazione” dichiara l’ASIA in un comunicato. “L’occupazione del Comune fu fatta per mettere in luce le responsabilità dell’amministrazione comunale che nascondendosi dietro la questione dell’ordine pubblico demandava la soluzione dei problemi sociali ai manganelli della Questura. Il PD durante il periodo conclusivo dell’occupazione di Via Irnerio mise in atto tutte le azioni possibili per impedire l’attuazione della proposta di Asia-Usb e degli occupanti che mirava ad una regolarizzazione dell’occupazione assegnando le case occupate, di proprietà dell’azienda ospedaliera S. Orsola, alle famiglie occupanti a prezzi popolari.”

Di li a poco, l’occupazione è stata sgomberata, dopo una giornata di resistenza nello stabile, nelle strade e fino alla trattativa avvenuta in seguito all’occupazione di una chiesa adiacente. Un’occupazione forte e significativa nata nel pieno centro storico della roccaforte del PD non era stata infatti digerita dal potere cittadino e le denunce notificate oggi lo confermano. Le accuse, da quella di danneggiamento alla resistenza fino all’interruzione di pubblico servizio, si accodano alla pioggia di misure cautelari e denunce notificate in questi due anni a tutti gli attori delle lotte sociali e, nello specifico, agli attivisti per il diritto all’abitare. ASIA si scaglia quindi contro “la deriva autoritaria del PD che, a livello nazionale, si esprime a pieno attraverso l’applicazione del Decreto Minniti, e contro il tentativo di normalizzazione dei conflitti nella città di Bologna, dalla lotta per la casa, alla lotta per il caro-mensa degli studenti fino alla difesa del centro sociale Xm24 che da ben 15 anni anima il quartiere popolare della Bolognina.

La necessità di un potere in crisi di mostrare la sua faccia cattiva è qualcosa a cui il Paese non deve rischiare di abituarsi. A Bologna, “l’altra città” esiste in svariate forme di solidarietà a fianco dei settori popolari e contro le politiche di esclusione e repressione sociale. La difesa dei diritti sociali e dei diritti sul lavoro va difesa, sempre e comunque e un sindacato come USB in questi anni l’ha dimostrato. E così, quando il dito viene puntato verso i veri colpevoli di questa crisi, come il PD e il suo mandante che ha il suo cuore nell’Istituzione dell’UE, il livello dello scontro si alza, e non rimane che attrezzarsi per sostenerlo, perché, come conclude ASIA nel suo comunicato “l’altra città esiste e non si fa intimidere dalle misure repressive ma continuerà la lotta affianco dei settori sociali copiti dalla crisi e dal Neoliberismo dell’Unione Europea e del Partito Democratico garante degli interessi dei palazzinari.”

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