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Io sto con i contadini e i lavoratori agricoli indiani!

20 febbraio Milano

Fermiamo la violenza repressiva sui manifestanti

Usb lancia la giornata di solidarietà con i contadini e i lavoratori indiani

Invia mail a Ambasciata indiana in Italia chiedendo: “basta violenza sui manifestanti – ritiro del pacchetto di leggi”

In India prosegue da mesi la storica lotta dei contadini e dei lavoratori agricoli, guidata da una coalizione di 32 organizzazioni, riunite collegialmente nella All India Kisan Coordination Commitee

Il pacchetto di leggi contro cui si battono i contadini stravolgerà le politiche agricole conquistate nel corso degli anni dopo l’Indipendenza. Le tre leggi di cui è composto il pacchetto sono state approvate in fretta e furia in Parlamento a settembre senza alcuna precedente discussione, e sono state sospese dalla Corte Suprema per 18 mesi, ma i colloqui avuti tra le parti non hanno sortito finora nessun avanzamento: il movimento ne chiede il ritiro completo, mentre il governo intende solo emendare le parti più antipopolari.

Intanto reprime ferocemente i contadini e chi li appoggia.
Contro i lavoratori in lotta vengono schierati un numero enorme di forze dell’ordine, solo nella giornata del 6 febbraio, quando sono state bloccate le maggiori arterie autostradali nazionali, 50 mila unità tra Delhi Police, paramilitari e Forze della Riserva, nonostante la manifestazione sia stata pacifica moltissimi sono stati gli attacchi violenti e centinaia gli arresti.

La Polizia dello Stato (MHA) applica il black out della rete informatica nei dintorni della capitale, dove i contadini sono accampati da due mesi. In contemporanea i grandi social network censurano le pagine del movimento.

La prima iniziativa di lotta di ampiezza nazionale è stata il 26 gennaio, ha visto circa 250 mila contadini “invadere” pacificamente la capitale Nuova Delhi.

In quella giornata storica in cui l’India festeggia la proclamazione della Costituzione repubblicana dopo il lungo dominio britannico, gli agricoltori accampati dal 26 novembre – provenienti prevalentemente dal Punjab, dall’Haryana e dall’Uttar Pradesh – ai confini della capitale sono entrati nel centro cittadino percorrendo le arterie che collegano i dintorni di Singhu, Ghazipur e Tikri. Massicce le azioni di solidarietà in tutta l’India.

Quella che il 26 gennaio doveva essere una giornata di lotta pacifica si è in parte trasformata, a causa delle provocazioni poliziesche, in un giorno di scontri, in cui la polizia ha represso violentemente i manifestanti provocando il ferimento di alcuni e la morte di Navreet Singh, contadino trentenne, sulla cui morte le indagini stanno a cuore più ai corrispondenti dei media indipendenti che non alle autorità poliziesche.

Il capo del governo, Narendra Modi, e la maggioranza guidata dal Bharatiya Janata Party (BJP), aveva preso a pretesto la presunta “piega violenta presa dalla protesta”, ed in particolare “l’invasione” del Red Fort, per tentare di screditare la lotta dei contadini agli occhi dell’opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione di massa, tutti in mano all’élite indiana.

La guerra dell’informazione è un aspetto fondamentale di questo conflitto considerato che se da un lato l’80% dei media è posseduto da due gruppi aziendali in mano a famiglie miliardarie, dall’altro gli organi di informazione indipendenti subiscono una sempre più feroce repressione.

Agli accampamenti contadini venivano negati i più elementari servizi, dall’acqua all’elettricità, al collegamento internet, peggiorando una situazione già gravosa, considerato che più di 150 agricoltori sono morti per ipotermia nei mesi in cui erano stati allestiti questi villaggi attorno alla capitale.

per tutti questi motivi

Invia mail a amb.rome@mea.gov.in  AMBASCIATA INDIANA IN ITALIA chiedendo:

BASTA VIOLENZA SUI MANIFESTANTI – RITIRO DEL PACCHETTO DI LEGGI”

partecipa alle piazze di sabato 20

Milano piazza duomo

promotori

USB

PROGETTO DIRITTI

CENTRO INTERNAZIONALE CROCEVIA

ASSOCIAZIONE RURALE ITALIANA

VIA CAMPESINA EUROPA

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