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Milano. Sette denunce contro lavoratori e studenti per una manifestazione sotto l’Assolombarda

In questi giorni 4 dirigenti sindacali di USB e 3 studenti i Cambiare Rotta e dell’Opposizione Studentesca d’Alternativa, presenti in piazza in solidarietà ai lavoratori, hanno ricevuto denunce per la manifestazione del 26 maggio 2023, in occasione dello sciopero generale, conclusasi davanti alla sede di Confindustria-Assolombarda.

Tanto più gravi sono queste denunce in quanto recapitate per uno sciopero generale indetto con motivazioni chiare e nette, evidentemente scomode e non gradite e che si vogliono mettere a tacere.

Come avevamo scritto, era necessario scioperare perché eravamo (e siamo ancora) “dentro un’economia di guerra, sia quella in Ucraina sia quella scatenata dal governo Meloni contro le fasce più povere e deboli.

Come USB, invece di parlare di potere e di posti da spartire, vogliamo rimettere al centro della discussione il salario rubato da 30 anni, l’orario di lavoro estenuante, le pensioni misere e i servizi pubblici allo sfacelo”. 

In quell’occasione a Milano è stato proibito al corteo, composto di lavoratori e studenti, di avvicinarsi alla sede del padronato, dalla polizia schierata in sua difesa. Un chiaro segnale di quali siano gli interessi che il governo intende difendere.

Queste denunce sono il prosieguo dell’azione repressiva di quel giorno, in cui il corteo è stato fermato con la forza e alcuni partecipanti hanno riportato fratture e lesioni per l’azione della polizia e le cariche indiscriminate.

In questo giorni in cui nuovamente il diritto di sciopero viene messo in discussione da un governo sempre più scopertamente autoritario, ribadiamo che la repressione non ci fermerà e che USB continuerà ad esercitare il suo sacrosanto diritto al conflitto e all’organizzazione sindacale nelle piazze e nei luoghi di lavoro.

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