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Ex Ilva. Governo garantisce continuità produttiva, ma nulla su metodo e risorse

Un’ora di confronto solo per confermare l’intenzione di garantire la continuità produttiva, ma nulla è stato detto sulla strada che si intende intraprendere e nulla sul percorso industriale.

Oggi, dal canto nostro, al Governo abbiamo trasmesso due evidenze, che portano con sé delle rivendicazioni precise.

C’è il tema di come si affronta subito il contingente: il Governo deve chiudere il rapporto con Arcelor-Mittal e assumere il controllo dell’azienda garantendo così la piena continuità produttiva oggi garantita al tavolo dagli stessi ministri e tutelando così le lavoratrici ed i lavoratori, dando garanzia sulla copertura degli appalti, delle forniture e dei lavoratori di ILVA in AS.

Il secondo tema è ovviamente quello che riguarda la continuità, in sostanza il futuro di Acciaierie D’Italia che è allo stesso tempo il futuro di tutto il Paese: quali sono le politiche industriali, qual è l’idea di modello di sviluppo economico e sociale in cui dovrà essere inserito un ipotetico rilancio di Ex-Ilva?

Cosa significa avere un piano nazionale della siderurgia? Prima bisogna discutere di quanto, dove e come si vuol produrre.

Abbiamo chiesto al Governo di aprire immediatamente questa discussione, in particolare per Acciaierie D’Italia serve avere chiarezza sugli obiettivi industriali e produttivi, su come si intende tutelare l’occupazione, la salute di lavoratori cittadini e l’ambiente.

Oggi è necessario imporre un dibattito che garantisca delle scelte che partano non dai desiderata del privato, ma dagli interessi del pubblico.

Come USB, elaboreremo nel corso dei prossimi mesi una serie di proposte e di iniziative pubbliche destinate a sostenere questo piano di lavoro, questo progetto per il futuro dell’Italia e delle sue generazioni future.

Da questo punto di vista abbiamo ritenuto di posticipare la data dell’iniziativa nazionale che era prevista per il 20 gennaio a Taranto.

La drammatizzazione in corso merita una riflessione complessiva e plenaria nell’ambito dei nostri gruppi dirigenti, a partire dal coordinamento dei delegati Acciaierie D’Italia, fino alla convocazione del coordinamento nazionale dell’Industria e della categoria Operaia di USB.

E’ necessario generalizzare l’iniziativa per un intervento sindacale complessivo sulla ristrutturazione in atto che oggi colpisce tutti i settori operai non solo industriali. 

Il rischio concreto è che la grande opportunità data dalle transizioni ecologica, energetica e digitale si scarichi solo sulla condizione lavorativa e sui posti di lavoro. Ex-Ilva è il simbolo di questa evidenza.

Sarà compito dei nostri organismi mettere in moto la nostra macchina organizzativa per una valutazione compiuta, per la formulazione di una proposta di rivendicazione e la decisione sulle iniziative di maggior ampio respiro da mettere in campo.

A dirlo sono Sasha Colautti e Francesco Rizzo dell’esecutivo nazionale confederale di USB

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