Dopo quasi sei mesi di mobilitazioni e due giorni di trattativa a oltranza al MIMIT, abbiamo raggiunto un’importante ipotesi di accordo che modifica profondamente il piano iniziale della multinazionale, che prevedeva 1.719 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi.
Abbiamo scongiurato i licenziamenti imposti, ottenendo che le 918 eccedenze residue vengano gestite esclusivamente attraverso uscite volontarie e incentivate, con il criterio della non opposizione e incentivi economici che arrivano fino a 95.000 euro lordi.
Ma soprattutto abbiamo difeso la presenza industriale di Electrolux in Italia. Oltre 100 milioni di euro di investimenti, la salvaguardia delle missioni produttive di Solaro, Susegana, Porcia e Forlì, il mantenimento di gran parte delle produzioni italiane e la continuità produttiva di Cerreto d’Esi, con i suoi 149 lavoratori, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione.
Un risultato importante riguarda anche la tutela delle funzioni di ricerca e di staff. Su questo terreno, come USB, abbiamo condotto una battaglia particolarmente incisiva, ottenendo garanzie contro la soppressione e il decentramento delle funzioni strategiche, comprese le attività IT di Pordenone e Assago. Perché difendere l’industria italiana significa anche preservare le sue competenze tecnologiche, professionali e progettuali.
Questo risultato non è arrivato per concessione dell’azienda. È il frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e di una lunga trattativa che ha permesso di cambiare radicalmente le prospettive iniziali.
La crisi del settore degli elettrodomestici non è finita e servirà continuare a vigilare sull’attuazione degli impegni industriali. Ma oggi abbiamo dimostrato che è possibile contrastare i piani di ridimensionamento e ottenere risultati concreti per l’occupazione e le produzioni.
Nei prossimi giorni saranno i lavoratori e le lavoratrici, attraverso il referendum, a esprimersi sull’intesa.
I piani industriali si possono cambiare. Le produzioni e il lavoro si possono difendere.
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