E’ decisamente interessante il Rapporto che la piattaforma aziendale di intelligenza artificiale Workday inc, ha pubblicato a fine ottobre nel suo October 2026 Global Workforce Report.
Dal rapporto si rileva che la maggior parte dei dirigenti aziendali non prevede che l’intelligenza artificiale comporti una riduzione degli organici delle proprie aziende.
Il Global Workforce Report ha rilevato che il 40% dei dirigenti aziendali si aspetta che l’intelligenza artificiale li aiuti a ottenere di più dai propri dipendenti, mentre solo il 28% prevede che questa inciderà con una riduzione dell’organico.
Ma l’AI sta già incidendo – in negativo – sulla crescita professionale dei dipendenti. Secondo il rapporto GWR, nel 57% delle aziende i passaggi a nuovi ruoli all’interno della stessa azienda sono diminuiti mentre le promozioni sono rimaste invariate e quasi 4 lavoratori su 10 hanno dichiarato che la loro azienda ha subito una riorganizzazione o una ristrutturazione nell’ultimo anno.
Passare a un nuovo ruolo all’interno della stessa azienda sta diventando sempre più difficile. Nel 57% delle aziende ad esempio le trasferte interne sono diminuite rispetto all’anno precedente, mentre i tassi di promozione a livello mondiale sono rimasti sostanzialmente invariati. Secondo l’indagine, i lavoratori che hanno cercato di cambiare ruolo all’interno dell’azienda hanno indicato più spesso come motivi la sospensione delle assunzioni per quella posizione, la mancanza di sostegno da parte dei manager e i processi di selezione percepiti come iniqui. E questo li spinge a cercare altrove un lavoro più soddisfacente o all’altezza delle proprie aspettative.
Analizzando poi i dati relativi alle competenze presenti nelle richieste di assunzione di oltre 550 datori di lavoro che utilizzano Workday Recruiting, la domanda di competenze di base nell’AI, come la creazione di semplici prompt, è aumentata fino alla fine del 2025, raggiungendo il picco nel gennaio 2026 ma scendendo poi del 25% nei mesi successivi.
Nel frattempo, la domanda di competenze pratiche, come lo sviluppo di strumenti di IA, l’automazione dei flussi di lavoro e l’ingegneria dell’IA, è cresciuta costantemente, registrando un aumento del 51% tra settembre 2025 e luglio 2026. Le aziende sono passate dalla ricerca di personale in grado semplicemente di utilizzare l’AI alla ricerca di personale in grado di svilupparla.
Un sondaggio condotto nel settembre 2026 su 6.000 dipendenti a tempo pieno, rilevava come il 79% dei lavoratori ha dichiarato di sapere quali competenze sono necessarie per avere successo, ma solo il 66% ha affermato che il proprio datore di lavoro li aiuta effettivamente a sviluppare tali competenze. Si tratta di una seria divaricazione tra quello di cui i dipendenti sono consapevoli di aver bisogno e il sostegno che ricevono dall’azienda. Il 65% dei lavoratori intervistati si dichiara sicuro di poter acquisire nuove competenze qualora venissero richieste.
In un altro sondaggio – il AI@Work Pulse di Workday – condotto ad agosto scorso, su 5.944 lavoratori, il 62% di coloro che utilizzano l’AI per quasi tutto il proprio lavoro ha affermato di ritenere che ciò renderà le proprie competenze attuali meno preziose. Ma il 76% di questi lavoratori di IA hanno dichiarato di aspettarsi che ciò gli apra nuove opportunità di carriera.
In tutti i settori analizzati, i dipendenti che intendono rimanere nella propria azienda sono meno propensi a raccomandare il proprio datore di lavoro ad altri, un divario che raggiunge gli 11 punti nel settore pubblico. Molte persone intendono mantenere il proprio posto di lavoro, ma sono in minor numero quelle che consiglierebbero a un amico di venire a lavorare lì. Molti lavoratori sembrano preferire l’incertezza che già conoscono piuttosto che rischiare qualcosa di nuovo.
Il problema è che cambiare azienda sembra sempre più rischioso in un mercato del lavoro stagnante, ragione per cui i lavoratori tendono a rimanere dove sono. Il turnover volontario si attesta infatti intorno al 16% all’anno mentre circa il 70% dei dipendenti lavora ancora per la stessa azienda due anni dopo. Emblematicamente i dati di Workday suggeriscono che rimanere nella stessa azienda non equivale a essere felici.
Il ricorso intensivo all’AI e alle competenze in materia, non sembra dunque rappresentare, almeno in questo modello di gestione, un orizzonte progressivo per i lavoratori, neanche per quelli che la utilizzano.
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