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Napoli. La manifestazione per Ciro Esposito

Piazza Dante a Napoli.”Vogliamo verità e giustizia per Ciro Esposito”. E’ questo il titolo dell’appello , firmato da diversi intellettuali ,artisti e animatori della vita pubblica locale,che porta in piazza diverse centinaia di persone a seguito dei clamorosi esiti delle perizie della procura capitolina che indaga sull’omicidio del giovane tifoso napoletano. Esiti che ribaltano completamente la verità fino a d oggi conosciuta e trasforma il ragazzo di Scampia in violento assaltatore e il neofascista ultras De Santis in omicida per legittima difesa. La piazza non ci sta .

Sono giunti anche gli amici di Davide Bifulco, il diciassettenne del Rione Traiano freddato da un carabiniere dopo un rocambolesco inseguimento. E’ Vincenzo Esposito, lo zio di Ciro, che s’incarica di spiegare tutti i passi della vicenda, con le nuove perizie che vanno a sconfessare finanche le indagini della Polizia . Lo zio parla di servizi segreti deviati che proteggono il fascista De Santis e di perizie tecniche che di tecnico hanno ben poco. In effetti le famose ferite da arma da taglio sul De Santis , che giustificherebbero la legittima difesa, sono saltate fuori solo in un secondo momento. Nell’ospedale pubblico dove viene immediatamente ricoverato queste ferite non vengono refertate ed anche nelle foto dell’arresto non vi è traccia di sangue. Ferite che fanno la loro comparsa quando il neofascista viene trasferito presso la struttura privata Belcolle di Viterbo. E dopo tutti questi mesi ancora non si sa quali patologie affliggano effettivamente questo individuo e che impediscono di condurlo in carcere. Insomma per Vincenzo Esposito è evidente la rete di protezione issata a difesa dell’ex collaboratore di Alemanno nonché decennale protagonista del neofascismo romano e della curva romanista. . Anche dei famosi quattro complici, individuati sempre dalla Polizia, con cui De Santis assalta il bus di tifosi napoletani si sono perse le tracce. Cosa impedisce di arrestarli e divulgarne i dati anagrafici? Perchè tanti misteri? Perchè tanta nebbia creata artificialmente? Perchè insomma settori dei servizi segreti si prodigano tanto per difendere un losco e ripugnante personaggio quale il “ Gastone” De Santis? E perchè i media , di solito esageratamente assetati di sangue e perennemente a caccia di mostri, hanno smesso così presto di indagare ? Perchè nessuno va a scavare nella torbida vita del suddetto personaggio, sulle sue amicizie pericolose, sui rapporti opachi che in questi anni ha intrattenuto con elementi anche di spicco del centrodestra romano?

Si preferisce invece baloccarsi con Genni ‘a Carogna , trasformato in vera icona di quel tragico giorno della finale di Coppa Italia.

La piazza ascolta in rispettoso silenzio prima di sciogliersi in un caloroso applauso. Tocca poi alla madre di Ciro intervenire e il suo intervento è altrettanto drammatico. Stanno uccidendo il suo ragazzo per la seconda volta trasformandolo da vittima a colpevole che se l’è andata a cercare. Ma Ciro era solo un ragazzo che divideva le sue giornate tra il lavoro ( in nero) , gli amici e la passione per il Napoli. E che invece è stato ammazzato per la sua troppa generosità in quanto ha cercato di mettere in fuga gli assalitori di un bus di tifosi composti per gran parte da donne e bambini. Ucciso da un fascista.

Qui la carica emotiva della piazza raggiunge il suo zenit e ad alcuni lacrimano gli occhi dalla commozione.

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Prende poi la parola anche un amico di Davide Bifulco e mette l’accento sul fatto che se sei di certi quartieri periferici la morte è comunque di serie b perchè l’equazione ragazzo di periferia uguale criminale è dura a morire. Anche qui viene operato il ribaltamento di senso per cui la vittima diventa carnefice e viceversa. Il carabiniere che ha ucciso Davide, 17 anni non ancora compiuti, non ha avuto nessuna seria conseguenza. Si sa soltanto che è stato trasferito in altra sede. Neanche cautelativamente sospeso. La vita di un ragazzo di periferia vale nulla. Girava senza casco in tre sul motorino ergo anche lui se l’è andata a cercare.

Intervengono al microfono anche i ragazzi del Centro Sociale Insurgencia, tra i principali promotori della manifestazione e mettono in risalto la criminalizzazione delle periferie e l’impossibilità di svolgere una vita normale tra disoccupazione ai massimi storici, abbandono delle istituzioni , invasività della criminalità organizzata e fascisti e polizia in combutta tra loro.

Insomma un pomeriggio positivo seppure non troppo partecipato , che però ribadisce che c’è una Napoli che non si arrende alle menzogne di stato e vuole continuare a stare dalla parte dei deboli , rigettando qualsiasi criminalizzazione contro ragazzi di periferia colpevoli soltanto di esistere e spesso di resistere.

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