Menu

Allarme povertà in Italia e nell’Unione Europea

I dati Eurostat affermano che sono 14,7 milioni gli italiani a rischio di poverta’ o esclusione sociale. Solo in Germania, in termini assoluti, ce ne sono di piu’ (15,9 milioni). Il dato è relativo al 2010 e in percentuale rappresenta il 24,5% della popolazione del nostro paese. Il 6,9% della popolazione è ”in condizioni di severe privazioni materiali”. Su scala continentale le persone a rischio sono 115,479 milioni, pari al 23,4% (in crescita rispetto al 16% rilevato dall’Eurostat nel 2010). Il dato più allarmante giunge ovviamente dalla Grecia dove il tasso di disoccupazione è salito oltre il 20%: a novembre si è registrato un rialzo al 20,9% dal 18,2% di ottobre.
Nell’ottobre scorso a Cracovia si era tenuta a prima conferenza annuale della nuova Piattaforma europea contro la povertà e l’emarginazione sociale, Il parlamentare belga di centro sinistra Frédéric Daerden aveva messo in luce i punti principali davanti ai membri della commissione per l’occupazione. Secondo la definizione comunitaria, le persone sono considerate a rischio povertà quando vivono con un reddito inferiore del 60% del reddito medio familiare registrato nel loro paese.  l 15 novembre il Parlamento Europeo aveva adottato un rapporto di Daerden che chiedeva alla Commissione di presentare al Parlamento una relazione annuale sul progresso degli Stati membri sulla riduzione della povertà e sull’esclusione sociale.
Recentemente alcune ricerche hanno evidenziato come la ricchezza continu ad essere distribuita irregolarmente fra gli Stati membri e i suoi cittadini e che la povertà stimata sulla base dei redditi inferiori ai due dollari al giorno colpisca il 21% della popolazione, mentre il 5% soffre a causa dell’insicurezza alimentare. Dall’Eurostat si evince ulteriormente che il 16% della popolazione europea vive in condizioni miserevoli. I gruppi sociali più minacciati dalla povertà nell’UE sono i disoccupati, i genitori soli (soprattutto le donne), gli anziani, gli immigrati e le minoranze etniche.  I Paesi in cui i cittadini si trovano nelle condizioni peggiori sono la Bulgaria (41,6% persone a rischio), Romania (41,4%), Lettonia (38,1%), Lituania (33,4%) e Ungheria (29,9%). Al di sopra della media Ue, oltre all’Italia, anche Polonia (27,8%), Grecia (27,7%), Spagna (25,5%) e Portogallo (25,3%). Il numero minore di poveri si è invece registrato nella Repubblica Ceca (14,4%), Svezia (15,0%), Olanda (15,1%), Austria (16,6%), Finlandia (16,9%) e Lussemburgo (17,1%).
A soffrire di “gravi privazioni”, invece, nel 2010 era in media l’8,1% dei cittadini europei, con grandi variazioni però da un Paese a un altro. In Bulgaria e Romania, rispettivamente il 35% e il 31% della popolazione non era in grado di pagare neanche bollette e riscaldamento, mentre nella stessa situazione si è trovato solo lo 0,5% dei lussemburghesi e l’1,5% degli svedesi. In Italia a soffrire di gravi privazioni erano il 6,9% dei cittadini. A essere piu’ esposti alla poverta’ e all’esclusione sociale gli anziani in Bulgaria, Slovenia, Finlandia e Svezia, e i cittadini in eta’ da lavoro in Danimarca.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *