I dati Istat sono peggiori del solito e come sempre sono incontestabili, specie per il governo e le forze politiche che lo sostengono. A maggio 2012 risultano occupate 23milioni e 34 mila persone, in aumento dello 0,3% rispetto ad aprile (60 mila unità), la crescita dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Rispetto a maggio 2011 gli occupati crescono dello 0,4% (98 mila unità). Ma questo aumento in numeri assoluti non è affatto sufficiente a far fronte all’aumento della popolazione in età lavorativa (effetto statistico delle “riforma delle pensioni”, che ha allungato l’età pensionabile).
Mentre il numero dei disoccupati, pari a 2.584 mila, diminuisce dello 0,7% rispetto ad aprile (-18 mila unità), tale diminuzione riguarda sia gli uomini sia le donne. Su base annua si registra una crescita del 26,0% (534 mila unità).
Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,1%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, ma in aumento di 1,9 punti rispetto all’anno precedente.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 36,2%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto ad aprile (rispetto alla popolazione di questa fascia di età i disoccupati rappresentano il 10,5%). E’ un autentico crollo (si è verificato in solo mese) che smentisce qualsaisi chiacchiera sugli interventi “per i giovani”. Questo governo sta realizzando un progetto del tutto diverso: la generalizzazione della disoccupazione, la riduzione dei consumi e dei salari reali.
I dati completi dell’Istat:
Le serie storiche: Occupati e disoccupati mensili – 02_lug_2012 – Serie storiche.zip56.93 KB
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