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Arabia Saudita in bancarotta in 5 anni, dice il Fmi

Il Fondo Monetario Internazionale è un’organizzazione pericolosa per i paesi poveri, ma fa analisi macroeconomiche semore molto documentate. Si può e si deve ovviamente dissentire sulle sue “ricette”, ma se indica che un paese se la sta passando male, in genere ci azzecca.

L’ultima sua previsione, però, è letteralmente da “fine di mondo”: l’Arabia Saudita potrebbe essere in bancarotta entro cinque anni.

Com’è possibile? Stiamo aprlando di un paese con relativamente poca popolazione, detentore di riserve petrolifere e di gas ritenute teoricamente inesauribili (non è vero, ma tutti fingono di crederelo), con entrate favolose che di solito fanno fatica a reinvestire…

Il problema, dice l’Fmi, è appunto questo: il 90% del suo reddito deriva dal petrolio, una materia prima che recentemente ha visto un crollo del prezzo di oltre il 60%. Anche per colpa delle scelte della stessa Arabia Saudita, pronta a inondare di greggio un mercato poco ricettivo, a causa della crisi globale, pur di mandare fuori giro il concorrente russo e tutto il settore dello shale oil statunitense.

In conseguenza di questo crollo di entrate, le riserve di liquidità dell’Arabia Saudita sono in caduta libera e il paese potrebbe avere solo cinque anni di attività finanziarie “tranquille”.

Nelle suo ultimo rapporto, il Fmi scrive che il regno dei Saud subirà quest’anno una perdita del 21,6% saldo complessivo di bilancio; cui si sommerà un’ulteriore caduta del 19,4% l’anno prossimo. Nel 2014 era andata maluccio, con un -3,4%.

L’Arabia Saudita – calcola ancra l’Fmi – ha attualmente $ 654,5 miliardi di riserve in valuta estera, ma il denaro sta scomparendo rapidamente.

L’Arabian Monetary Agency saudita ha ritirato 70miliardi di dollari in fondi gestiti dalle istituzioni finanziarie estere, e ha perso quasi 73 miliardi in seguito al crollo dei prezzi del petrolio.

All’inizio di quest’anno il regno ha di fatto regalato 32 miliardi alla popolazione, solo per celebrare l’incoronazione di re Salman Bin Abdulaziz Al Saud.

Ma nel 2015 l’Arabia ha Saudita anche sorpassato la Russia quanto a spese militari, posizionandosi così al terzo posto in questa classifica, con un budget di 80,8 miliardi. Nel frattempo, però, la guerra nello Yemen, condotta dal regno, non accenna affatto a terminare, contrariamente alle attese di una vittoria rapida.

Questa somma di fattori fa prevedere un deficit del 20% rispetto al Pil, per l’anno in corso. Anche perché, come riferito dal direttore del Fmi per il Medio Oriente, il calo del prezzo del petrolio si traduce – solo per il 2015 – in minori entrate per 360 miliardi.

Questo potrebbe obbligare l’Arabia Saudita a proporre agli altri paesi produttori un taglio alla produzione petrolifera, in modo da far risalire il prezzo.

fonte: The Indipendent

 

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