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Bordate sulla Germania anche dal Corriere della Sera

Che qualcosa si stia muovendo in Italia ormai è palese. Ne stiamo dando conto da giorni, rilanciando dichiarazioni di esponenti industriali e aristocrazia finanziaria.

Qualcosa si è rotto, non sappiamo ancora per quale motivo. Tutti parlano di “emergenza” e di governo decotto, la classe dirigente sembra si stia ribellando. E dice anche a chi…

Il 2020  si presenta, sempre che venga approvata la finanziaria, come la stagione delle tasse in un contesto di asfissia finanziaria. Il Mes è stato rimandato a giugno, la Brexit ha contato su questo rinvio, ma continuerà l’asfissia europea e interna.

Le imprese sono decimate, le banche sono terrorizzate da dichiarazioni troppo palesi che potrebbero sconvolgere il mercato finanziario italiano. E tengono botta, la gran parte è solida, ma è martellata dalle regolamentazioni sempre più assurde della Vigilanza Europea.

Ed ecco che, inaspettatamente, l’autore della rubrica “Offshore”, su Corriereconomia,  spara ad alzo zero contro la Germania.

Diamone conto: “L’eccessiva influenza della Germania sulle istituzioni europee è da tanti anni un’anomalia, che riduce la credibilità della costruzione comunitaria e può aumentare la diffidenza dei cittadini verso quanto deciso a Bruxelles. Anche la riforma del Salva stati – Mes – è risultata impostata sulla linea del governo della Cancelliera Merkel, che sminuisce le enormi esposizioni delle banche tedesche in attivi illiquidi di livello 2 e 3 (principalmente derivati speculativi di alto rischio) e chiede garanzie precauzionali  sugli istituti di credito italiani con in portafoglio Titoli di Stato nazionali e prestiti deteriorati..

Emblematico è il ‘due pesi due misure’ sul rispetto del Patto di Stabilità,  che è stato spesso usato dalla Germania per spingere la Commissione a stigmatizzare le deviazioni dell’Italia soprattutto nell’impegno  di contenimento del maxi debito: trascurando però che a Berlino  hanno violato ben 18 volte le regole dello stesso Patto, senza subire richiami simili da Bruxelles, dove non hanno mai attuato azioni nemmeno contro gli squilibri macroeconomici provocati delle pluriennali infrazioni tedesche del limite massimo di surplus nelle partite correnti“.

D’ora in poi non parleremo solo noi, ma daremo voce anche alle sottili, ma sempre più insistenti proteste della borghesia italiana che ormai è stufa.

Richiamo solo il titolo di questo articolo: “Il caso della Nordesbank, strapotere tedesco a Bruxelles“. Non abbiamo altro da aggiungere.

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3 Commenti


  • andrea’65

    la Borghesia che non appartiene al 10% più ricco, inizia a preoccuparsi


  • Umberto Verzolla

    Bene ha fatto l’ Inghilterra ad andarsene. La U.E., di fatto la Germania, ci sta strangolando. Ha già ampiamente fatto pagare la riunificazione facendo assorbire agli altri partner i costi della parificazione dei due Marchi (Est e Ovest), ha tagliato l’ Euro su misura e continua a guadagnarci sopra soffocando consapevolmente altre economie come la nostra. I nostri governanti, per nulla lungimiranti e fors’ anche “foraggiati”, ci hanno portato nella palude dell’ Euro da cui non potremo più uscirne e, di pari passo, hanno liquidato, operazione sempre in atto, l’ industria italiana, vera spina al fianco di Germania e non solo. Che cosa avrebbe da dire in merito Prodi, tanto per fare un nome? Altrocché lavorare un giorno di meno e guadagnare di più. Il bello è che questa accozzaglia di sinistrorsi pretende di “far ripartire l’ Italia”,ma sotto l’ egida della falce e martello, sia pur camuffata.

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