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La crisi fa vacillare anche i giganti europei. Airbus annuncia tagli e licenziamenti

Il consiglio di amministrazione del gigante aerospaziale europeo Airbus ha inviato una lettera ai propri 135.00 dipendenti con una premessa che non promette niente di buono, ben oltre i 3000 licenziamenti già annunciati due settimane fa: “La sopravvivenza di Airbus è a rischio senza un’azione immediata”. Secondo l’amministratore delegato del gruppo franco-tedesco-spagnolo, Guillaume Faury, “Airbus si sta dissanguando a una velocità senza precedenti”,

La pandemia in corso ha fatto crollare il traffico aereo del 90% nel primo trimestre dell’anno, con una riduzione dei ricavi di tutte le compagnie aeree di 314 miliardi di dollari per quest’anno, cioè -55% rispetto al 2019. Secondo l’organizzazione internazionale delle compagnie aeree sono a rischio 25 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo e l’Europa sarebbe una delle aree più colpite.

Gli ordini di nuovi aerei sono bloccati e le compagnie che devono ricevere nuovi jet stanno chiedendo un rinvio delle consegne o la cancellazione dei contratti già firmati.
Airbus, lo scorso 8 aprile ha annunciato la riduzione di un terzo della produzione di jet commerciali e, dopo lo storico sorpasso sulla Boeing, ha cancellato l’obiettivo di arrivare a consegnare (e produrre) 880 aerei commerciali quest’anno. La produzione è già stata ridotta a 40 aerei al mese per i velivoli a breve e medio raggio (famiglia A320), per gli aerei più grandi il taglio è a sei A350 e due A330 al mese.

Ripercussioni potrebbero esserci anche in Italia, in particolare sul gruppo Leonardo, ex Finmeccanica. L’Italia, per le sue scelte strategiche precedenti (non voler irritare gli Usa,ndr)  non è azionista di Airbus, ma Leonardo è fornitore dei modelli A321 e dei velivoli più piccoli A220 (ex Bombardier C Series).

Il principale gruppo aereospaziale italiano è più esposto con Boeing, per la quale realizza il 14% della fusoliera dei Boeing 787 nello stabilimento di Grottaglie.

Ma se Airbus piange, il suo concorrente statunitense Boeing non ride affatto.  Già in difficoltà per i due incidenti mortali che hanno costretto a terra da marzo 2019  i nuovi aerei 737 Max in tutto il mondo, stava programmando di ridurre la produzione del velivolo di lungo raggio B787, il Dreamliner. Secondo l’agenzia Bloomberg la produzione potrebbe essere dimezzata rispetto ai 14 aerei al mese prodotti all’inizio di quest’anno.

Inoltre pare definitivamente saltato, e malamente, l’accordo di Boeing con la brasiliana Embraer per la produzione di velivoli più leggeri.

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