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Da cosa deriva il fallimento occidentale oggi…

Quando si pensa di fare gli stronzi con la Russia. Quando si fanno scelte sbagliate.

Quando continui a fare l’arrogante con il resto del mondo ma esso, ormai, ha un suo sentiero di sviluppo futuro tale per cui ti volge le spalle. Quando aumenti i tassi di interesse, ben sapendo che è inflazione da offerta e speculazione di operatori economici.

Quando, contemporaneamente, le tue banche, come scrive ieri Milano Finanza, offrono lo 0% di interessi ai depositi.

Quando la gente, che ha risparmiato in decenni di fatica o si ritrova una piccola eredità o rendita, toglie i soldi dalle banche per continuare a vivere.

Quando i lavoratori, andati in pensione, dimezzano in due anni la loro liquidazione in bollette e caro vita.

Quando dai i soldi ai soliti noti, non rinnovi contratti privati e pubblici e, se pure lo fai, sono una miseria.

Quando dici che i salari da fame si affrontano tagliando il cuneo fiscale, che, guarda caso, sono contributi della gente per la pensione futura, e si ritroveranno con una pensione minore.

Quando fai il gioco delle tre carte, e passi a spendere soldi pubblici in armi e Ponte dello Stretto.

Quando, nel fare questo, costringi la gente a pagarsi un’assicurazione privata per la sanità.

Quando basi il tutto su camerieri, facchini, servienti pagati 4.5 euro l’ora.

Quando, dopo 50 anni, continui con la deflazione salariale e la guerra al salario.

Quando, come scriveva ieri Leo Essen, il denaro non è nulla, senza produzione è una beneamata cippa, come insegna la Cina e il sudest asiatico.

Ecco, quando fai tutto questo significa che tu di economia non capisci niente, sei inadeguato, dai vertici ai quadri ministeriali e regionali. E allora capisci che non è per l’interesse dei padroni, essi devono pensare al profitto, ma è frutto della tua ignoranza e, alla fine, i padroni stessi la pagheranno, anche avendo una marea di soldi; ma il denaro, come ripeto, dice Leo Essen, senza la produzione è una “beneamata cippa”. Lo scriveva Marx nel 1864.

Perché il regime capitalistico uno lo deve studiare. Per essere, per il regime capitalistico, non significa ascoltare Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, triade. Ne sanno ancor meno, sono solo avidi che non conoscono le leggi immanenti del capitale. Capitale studiato fino in fondo da Marx ed Engels, che, per ironia della storia, ha trovato in Oriente il suo sbocco.

Da 50 anni l’Occidente non sta capendo nulla. Un mio caro amico, che sta in Olanda, mi parla di multinazionali che, per l’inflazione da offerta, se ne vanno. La Germania è quella che è.

Per questo ieri scrivevo “dove vogliono andare a parare?“. Noi non ci siamo, ok, ma loro mi fanno semplicemente ridere, o piangere, per le loro scelte. Ecco perché ritengo da 30 anni che i democristiani fossero più preparati.

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4 Commenti


  • Pasquale

    INCAPACI. Oppure semplicemente servi sciocchi di un capitalismo spietato e senza umanità. Chiaro e senza giri di parole.


  • Michele Perini

    Direi che è stato centrato il bersaglio. L’occidente sta facendo fallimento e bancarotta in un clima da basso impero servo degl’interessi di Wall Street.


  • Gian

    è dagli anni 70 che è così, prima si pensava al Concorde, al tunnel sotto la manica, ai mirage , al tgv in tutta Europa, all’alta capacità, all’airbus, poi i soldi si facevano con la fabbrica del mondo la Cina, soprattutto Germania e Francia, distrutta URSS, non abbiamo più avuto la ns Cartagine e seduti sugli allora…fine cosa fare meno finanza, ritornare ad avere sogni e lavorare per questo….


  • pola poletto

    Hai ragione!!
    Qui l’economia è decisa da:
    – economisti-clienti, falsi o veri:
    quelli falsi parlano semplicemente seguendo assegno o stipendio ricevuto,
    quelli veri credono che le cose stiano davvero così, dato che il vangelo è quello dei baroni ai quali hanno portato borse verso il successo, ed essendo tutto così confermato nei fatti, è tutto vero,
    – giornalisti-clienti, falsi o veri come sopra:
    qui in più ci sono sfumature, dovute alla vociferazione su pettegolezzo, all’ignoranza delle materie come storia e geografia, all’ignoranza totale delle lingue straniere (che facilita l’opportuno fraintendimento) e parziale della lingua italiana (che scusa praticamente tutto).
    Queste creature creano notizie e dati e documenti, ci ponzano sopra più o meno seriamente, se li rielaborano, la politichetta se li scorre (non li legge perché non è in grado di far neanche questo) e decide di conseguenza, dopo aver identificato gli interessi propri e quelli rappresentati, e quindi litigato un po’ per comporli in modo plausibile.
    Poi ti dicono:
    tu non sai niente di politica, non puoi capire,
    io sì che so fare i conti, tu non sei capace, se non hai parenti non ti pubblico,
    la logica è questa che dico io, noi siamo la parte giusta, questo è il giusto ragionamento,
    i fatti non contano e le contraddizioni non esistono.
    In sostanza, sono vere le parole e le cose non esistono: basta dire che non ci sono.

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