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In Borsa schizzano i titoli delle industrie militari. L’economia di guerra fa il ritmo

E’ un ricco ma decisamente inquietante bottino quello delle industrie militari nelle quotazioni alla Borsa di Milano.

Ieri la Leonardo, è salita del +11,26% a 42,9 euro ad azione. Ma hanno incassato anche Fincantieri +7,14% a 10,12 euro, Iveco +5,46% a 15,9 euro, Avio +7,22% a 18,12 euro.

Lo stesso trend è stato registrato nelle altre borse europee con Bae Systems che ha segnato un +13,2%, la Rheinmetall un +11,35%, la Thales un +13,33%, la Rolls Royce un +5,65%, Airbus un +2,72%, Safran un +2,04%,

Il balzo di oltre il 17% del titolo della Leonardo alla Borsa di Milano è il risultato delle tensioni belliche sulla questione ucraina. In particolare dopo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a conclusione del vertice di Londra, ha annunciato che l’Unione Europea deve “urgentemente riarmarsi e aiutare l’Ucraina a trasformarsi in un porcospino d’acciaio che risulti indigesto per futuri invasori come la Russia”.

Ad arricchire in Borsa i titoli delle industrie militari sono anche le notizie diffuse dalla stampa tedesca secondo cui la Cdu e l’Spd, che stanno negoziando la formazione del prossimo Governo di coalizione a Berlino, starebbero valutando due fondi speciali da centinaia di miliardi di euro, uno per la Difesa e uno per le infrastrutture. I fondi sarebbero da circa 400 miliardi di euro l’uno.

Milano Finanza cita a tale proposito gli analisti di Intesa Sanpaolo secondo i quali “Se la Germania lanciasse con successo un fondo straordinario per la Difesa da 400 miliardi euro su 10 anni (questa è la nostra ipotesi), la spesa» per il settore «del Paese raggiungerebbe tra i 90 e i 110 miliardi euro, pari al 2,25-2,75% del Pil o anche oltre”.

Il movimento dei prezzi è dovuto principalmente a due fattori che lo influenzano. Le cose stavano già migliorando in mattinata, innescate dalla prospettiva di un fondo speciale per la Bundeswher e dall’aumento della spesa per la difesa da parte dei paesi europei della NATO” scrive il quotidiano economico tedesco Handesblatt, il quale sottolinea come le azioni della Rheinmetall siano salite del 14% e quelle di Airbus il 6,6%, con le azioni Rheinmetall nella top ten per capitalizzazione di mercato.

C’è poi grande attesa per vertice del Consiglio europeo dedicato alla difesa e all’Ucraina previsto per giovedì 6 marzo, dove i leader dell’Ue intendono discutere i modi per finanziare l’aumento delle spese militari. Secondo l’agenzia di informazione economica Bloomberg. “Si percepisce un ampio consenso affinché l’Europa prenda in mano il proprio futuro e che ci saranno maggiori spese militari”.

L’economia di guerra sembra ormai delineare le priorità del capitalismo in Europa, come negli anni Trenta. Sappiamo però come è andata a finire, ma siamo sicuri che Michele Serra e i suoi supporter faranno di tutto per non saperlo o per non farcelo sapere.

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2 Commenti


  • Mauro

    Chissà quanti parlamentari e ministri hanno azioni Leonardo…


  • Giovanni

    E quante bustarelle hanno ricevute. Diceva Eduardo de Filippo ‘senza la busta si ferma pure la bomba atimica’

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