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La Bulgaria si suicida entrando nell’Eurozona

Dal 1 gennaio la Bulgaria è diventata ufficialmente il 21° membro dell’Eurozona ed ha dato l’addio al Lev, la propria moneta nazionale. La transizione è entrata in vigore dalla mezzanotte con la circolazione delle prime banconote e monete in euro per 6,4 milioni di abitanti. La Bulgaria, come tutti i paesi aderenti all’Eurozona, avrà un seggio nel Consiglio direttivo della Bce.

Le autorità hanno organizzato una cerimonia per l’adozione dell’euro con fuochi d’artificio nelle principali piazze di Sofia, ma la società resta profondamente divisa su questa scelta. Secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro il 49% dei bulgari è infatti contrario.

Da un lato c’è il consenso di imprese e sostenitori della moneta unica che puntano ai vantaggi come l’eliminazione dei costi di cambio e ai maggiori flussi commerciali, dall’altra i lavoratori e i settori popolari danneggiati dall’aumento dei prezzi e dal blocco dei salari. A novembre i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 5% su base annua, più del doppio della media dell’eurozona, con rilevanti effetti sul carrello della spesa. 

L’adozione dell’euro avviene in un momento di particolare turbolenza politica nel paese. Il governo bulgaro – una anomala coalizione di europeisti, socialisti e nazionalisti – ha recentemente rassegnato le dimissioni in seguito a proteste di massa contro la corruzione e l’aumento dei prezzi. La Bulgaria si prepara infatti a nuove elezioni. Questa instabilità interna alimenta ulteriori preoccupazioni sull’impatto economico e sociale del cambio di moneta, nonostante il Lev fosse già giuridicamente legato all’euro tramite un cambio fisso da anni. Il rischio percepito dalla popolazione non è solo l’inflazione quanto l’aumento dei prezzi – avvenuto in tutti i paesi che hanno adottato l’euro.

La transizione è stata ovviamente accolta con entusiasmo dalle istituzioni europee. “L’euro è il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme, dei valori condivisi e della forza collettiva con cui possiamo contrastare l’incertezza geopolitica mondiale che stiamo vivendo”, ha sottolineato la presidente della Bce, Christine Lagarde, seguita a ruota dalla Von der Leyen secondo cui “Questo traguardo significa pagamenti più semplici, viaggi più facili e tante nuove opportunità per le imprese bulgare”.

Ma il governo bulgaro è appena caduto a seguito delle enormi proteste popolari contro la corruzione e il carovita, mentre il parlamento non è riuscito ad approvare la legge di bilancio, e la maggior parte della popolazione è profondamente insoddisfatta, secondo i sondaggi la maggior parte delle persone infatti vorrebbe rimanere al lev.

La Bulgaria, nonostante alcuni miglioramenti, rimane infatti il paese più povero dell’Unione Europea. Le disuguaglianze interne di reddito tra le varie aree del paese sono le più alte di Europa. Secondo i dati dell’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat), la Bulgaria rimane il Paese dell’UE con la più alta percentuale di persone a rischio di povertà o esclusione sociale.

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1 Commento


  • Ta

    “L’euro è il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme [e cioè guerra, disoccupazione, sfruttamento e miseria]”.
    “Questo traguardo significa pagamenti più semplici [fatti spennare con tutti i comfort!], viaggi più facili [per chi se li può pagare…] e tante nuove opportunità per le imprese bulgare [ah, ecco chi ne trae profitto…]”.
    Lagarde e Von der Leyen sono incredibili, sembrano caricature viventi. Purtroppo sono vere…

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