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Hera-Acegas. “L’atto di fusione deve essere annullato”

“La maxi operazione di fusione HERA-ACEGAS deve essere rimessa completamente in discussione” annuncia Carlos Venturi della Rete dei Comunisti di Bologna. “Le scene da basso impero che ritroviamo nell’amministrazione della cosa pubblica a Bologna devono trovare un argine – ribadisce Venturi – anche se rimane centrale la questione politica della gestione pubblica e democratica dei servizi pubblici locali come Hera, in questo caso è d’obbligo sollevate una questione di conflitto di interessi e di regolarità delle deliberazioni” denuncia Venturi.
“A Modena tra i votanti a favore troviamo lo stesso sindaco Pighi (PD) che ci risulta membro del Patto di Sindacato Hera e possessore a suo dire di 3100 azioni Hera, Giancarlo Campioli (PD) che ci risulta essere dipendente Hera, Giuliana Urbelli (PD) membro del CdA di HSST spa detentrice del pacchetto azionario di Modena nel capitale di Hera – spiega Venturi – un chiaro e lampante esempio di conflitti di interesse da verificare e dai quali trarre le dovute conseguenze sulla legittimità della delibera modenese”.
“Ma anche a Bologna vi sono molte cose da chiarire visto che la delibera è passata con uno scarto di 19 a 17: con il determinante voto dello stesso sindaco Merola che è membro del Patto di Sindacato Hera e del consigliere Aldrovandi ex AD di Hera” sottolinea Venturi della Rete dei Comunisti.
“Tra l’altro Aldrovandi è stato manager e proprietario fino pochi mesi fa di un gruppo industriale che aveva importanti appalti da Hera, con partite creditizie e debitorie presumibilmente ancora in essere: l’azienda Busi di
cui era titolare Aldrovandi e famiglia in parte è stata venduta ad Astaldi nel luglio 2012, un’altra parte è in fallimento, un’altra parte è attiva nel campo dell’energia e potrebbe avere interazioni con Hera” sottolinea
Venturi.
“Già il risultato referendario viene calpestato con queste politiche di finanziarizzazione e centralizzazione, ma qui si pone anche il rispetto o meno di precise norme sulla regolarità delle votazioni e del comportamento degli stessi amministratori coinvolti come previsto dall’art. 78 del Testo Unico degli Enti Locali” incalza Venturi.
“Su tutti questi aspetti, che non sono formali ma sostanziali, bisogna fare verifiche e trarre, se confermate, le necessarie conseguenze – conclude l’esponente della Rete dei Comunisti – a partire dall’annullamento della
delibera”.

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