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Grillo non è antifascista? Prime dimissioni in Emilia

Lorenzo Paluan consigliere comunale di Carpi, sostenuto anche da Rifondazione Comunista, si è dimesso per protesta dopo l’incredibile numero “amichevole” tra l’ex comico a CasaPound.

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Si dissocia anche Michela Montevecchi, capolista al Senato del M5S: “Le idee espresse a proposito dell’antifascismo e del fatto che Di Stefano sembrasse un delegato del movimento 5 stelle non mi rappresentano nel modo più assoluto e perciò le reputo fatte a titolo personale”.

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#NotInMyName è lo slogan della consigliera di quartiere di San Donato, a Bologna, Federica Cuppin: “Io con CasaPound non ci sto. Stavolta proprio non ci siamo: i temi e le battaglie sono importanti, ma altrettanto importanti sono i valori, le motivazioni e soprattutto i metodi”.

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A me l’antifascismo compete (e di parecchio) Un movimento che nasce per chiedere più democrazia, non può essere non antifascista. E’ una questione di logica e di senso delle parole, peraltro supportata, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, dai temi e dalle campagne portate avanti fino ad oggi, negli atti istituzionali delle persone che sono state elette in consigli regionali e comunali e nel fatto che i movimenti di sinistra che non si sono ancora venduti per una poltrona di assessore o un posto in parlamento, hanno sempre trovato nel M5S un loro interlocutore naturale (e l’alleanza di Carpi lo dimostra nei fatti), così come era evidente che la gran parte dei consensi raccolti dal M5S nelle sue prime elezioni, veniva proprio dai delusi dei partiti della cosiddetta sinistra “di governo”; che infatti accusavano il movimento di “rubargli i voti”.

La mia storia politica personale, che è pubblica su questo sito dal giorno in cui mi è stato richiesto da Rifondazione Comunista e da Carpi 5 Stelle di candidarmi, la mia scelta di aderire all’ANPI, sono lì a dimostrare che io mi ritengo in tutto e per tutto erede culturale della Resistenza e dello spirito dell’Assemblea Costituente, in gran parte tradito dall’evoluzione della classe politica di questo paese, ma valido e giusto nei suoi presupposti contenuti negli articoli fondamentali.

Sono antifascista per definizione e quindi l’antifascismo “mi compete” (e di parecchio)

Questa realtà è a mio modo di vedere incompatibile con la feccia di chi si definisce fascista del terzo millennio (Casa Pound, per intenderci) e su questo tema non ci possono essere margini di dubbio, quindi, molto semplicemente, dopo aver ascoltato le parole dette in libertà da Grillo, proprio nel momento che ci apprestiamo a partecipare ad un’elezione (per quanto viziata nella forma da una legge elettorale, quella sì fascistoide, ma che va benissimo al sistema dei maggiori partiti), non può per me essere valutata come uno dei tanti errori e mancanze nella gestione interna del movimento che ho segnalato da quando vi ho aderito fino ad oggi.

Dispiace vedere il lavoro di anni, di una moltitudine di persone, sprecato con questa leggerezza.

Dispiace constatare che l’unica possibilità praticabile di avere un grande movimento ecologista e democratico in Italia, motore di uno dei principali risultati in difesa dei Beni Comuni, come i referendum del 2010, getti all’aria questa incredibile opportunità, ma con l’antifascismo non si scherza e se siamo democratici, non possiamo dirci non antifascisti, quindi, per quanto mi riguarda, la mia esperienza con il Movimento 5 Stelle, si interrompe qui, perché quello che per me era chiaro ed evidente nella pratica quotidiana di questo movimento, non può compensare certe uscite ed esternazioni di quello che (purtroppo anche qui venendo meno rispetto alle premesse di due anni fa), si definisce il suo capo politico.

C’erano molte cose che ero convinto fossero errori di un Movimento ai suoi inizi, in un paese allo sfascio come l’Italia e a fronte un sistema partitico fra i peggiori d’Europa, per le quali ero e resto convinto che si sarebbe potuta dare una soluzione politica mano a mano che avessimo imparato insieme a esercitare un vera democrazia dal “basso”, ma per me la pregiudiziale antifascista inserita nella Costituzione rimane il punto da cui partire.

Se in futuro, nel Movimento 5 Stelle, questa cosa sarà chiarita, vorrà dire che ci si ritroverà più in là a condividere gli stessi temi e le stesse battaglie che abbiamo condotto in questi anni, insieme a tanti altri.

Per il momento, io non sono disponibile a continuare a lavorare in consiglio comunale, avendo in uno dei simboli del gruppo consiliare il nome di una persona che dice che “l’antifascismo non gli compete”:

Il 15 gennaio c’è un’assemblea organizzativa della Lista Carpi 5 Stelle, dove avremmo dovuto parlare di questioni rilevanti per il nostro territorio e di come organizzare la campagna elettorale, purtroppo ora dovrà valutare se mettere all’ordine del giorno anche la decisione fra il mantenere il proprio simbolo nel gruppo consiliare o sostituire il sottoscritto (cosa che non è certo da vivere come un dramma dato che sono convinto che tutti i cittadini non eletti che si sono candidati nel 2009 per Carpi 5 Stelle, saranno in grado di fare come e meglio di me in consiglio comunale, sui temi che ci hanno unito in questi anni).

Resto convinto che chi abbiamo scelto per essere eletto in Parlamento, pur con tutti i limiti delle parlamentarie del Movimento farà un ottimo lavoro e alla fine tutti i nodi interno al M5S verranno al pettine, spero in modo positivo e riconsegnando al paese una vera possibilità di rendere effettiva questa democrazia, ma per quanto mi riguarda, fino ad allora, sui valori fondamentali, non transigo.

Lorenzo Paluan, consigliere comunale a Carpi per la lista civica Carpi 5 stelle – PRC

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