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Campania: avvisaglie repressive preautunnali

La stretta repressiva e le avvisaglie autoritarie pre-autunnali hanno investito anche il piccolo ma attivissimo centro sociale Tempo Rosso di Pignataro in provincia di Caserta.

Punto di riferimento dell’agro caleno e delle lotte condotte sull’ambiente , disoccupazione e precarietà, il centro, nelle persone di 7 compagni, ha ricevuto denunce a seguito di una rumorosa , ma innocua contestazione a Zinzi un ras locale durante l’ultima campagna elettorale.

 

Violenza, turbativa di propaganda elettorale, resistenza a pubblico ufficiale sono parte delle motivazioni dell’azione repressiva condotta da un procuratore del paludoso tribunale di Santa Maria Capua Vetere sede dei migliori processi ad una parte delle famiglie camorristiche. Da sempre proni e sempre molto sensibili al potere politico, polizia e carabinieri si sono prestati a costruire uno dei tanti piccoli teoremi sulle violenze da parte dei “sovversivi” del territorio. Dopo le contestazioni del 1 maggio a Napoli, del 4 luglio ad Aversa, l’identificazione di compagni alla partenza degli operai Indesit per la manifestazione di Fabriano (su vergognosa indicazione di delegati Fiom) pare che l’attività investigativa in provincia sia stata indirizzata a tracciare la mappa degli antagonisti e dei loro rapporti con le aree della vicina metropoli napoletana. Le denunce per lesa maestà di un rampollo di una delle trasformiste famiglie ex-fasciste, ex-democristiane, da  sempre legate a clientelismo, traffici di rifiuti, gestione privata della cosa pubblica,truffe sull’ammasso dei pomodori, sui fondi del terremoto dell’80, sembrano proprio un’alzata di scudi politici su chi realmente comanda il territorio e le sue scarse risorse. Mentre si cerca una scappatoia istituzionale alla condanna del capo di una delle frazioni più feroci del capitale nostrano sembra quasi ridicolo il tentativo di solerti funzionari di fare le prime prove tecniche di repressione in un paese simile al villaggio dei galli di Asterix prima dell’autunno dopo le esternate paure del “socialista” Caldoro. Che ne tengano conto i compagni resistenti di Terra di Lavoro! 

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