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La Spezia: invoca la rivoluzione, rischia il carcere

Ha dell’incredibile la vicenda che coinvolge un ragazzo che ha ‘osato’ invocare la rivoluzione al passaggio del capo della Polizia. Ma è assai rivelatrice del clima di vero e proprio terrore che una classe dirigente screditata e subalterna ai diktat dell’UE sta imponendo al paese, in particolare a chi esprime anche solo opinioni critiche prima ancora che forme di conflitto.

Il ragazzo in questione, che venerdì scorso ha gridato ‘Ci vuole una rivoluzione’ mentre era in corso una visita in questura del capo della Polizia, Alessandro Pansa, è stato addirittura denunciato per un reato che ai più è sicuramente sconosciuto: “grida sediziose”. Un reato esplicitamente di opinione che però prevede fino ad un anno di galera e la cui applicazione in questo specifico caso dimostra, oltre alla tracotanza di chi gestisce le istituzioni, anche la giustezza e la fondatezza del messaggio che il ragazzo denunciato ha indirizzato alle ‘autorità’. Si, ci vorrebbe proprio una rivoluzione.

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